Lottizzazione abusiva, 108 gli indagati
Il maxi frazionamento effettuato dai cinque proprietari su 248 ettari di terreni agricoli confinanti con l’ex San Raffaele
OLBIA. Il trucco è sempre lo stesso: frazionare sulla carta un’area agricola per realizzare una serie infinita di lotti sui quali costruire le case rurali. L’ultima mega lottizzazione abusiva è stata individuata dagli uomini del corpo forestale regionale alle spalle dell’ex San Raffaele, la bianca struttura dell’ospedale “Mater Dei” che dovrebbe decollare a giorni. L’area destinata alla sanità privata e i terreni di sua pertinenza non hanno nulla a che vedere con i 248 ettari frazionati dai cinque proprietari originari (tutti sardi) e venduti a 108 acquirenti di diversa estrazione sociale e provenienza. Tutti indagati, compresi i 15 tecnici sardi che si sono occupati delle pratiche di frazionamento, di lottizzazione abusiva e, per alcuni di essi (una trentina di persone) anche di abusi edilizi, avendo già realizzato le “casette rurali” con vista sulle piste aeroportuali o sul mare delle Saline di Olbia. L’inchiesta, condotta dal sostituto procuratore della Repubblica di Tempio Angelo Beccu, ha avuto la prima “impennata” pubblica ieri, quando il magistrato ha disposto l’ispezione dei luoghi inviando sul posto il suo consulente d’ufficio, (una urbanista di Alghero), gli uomini del Nipaf (Nuclei investigativi provinciali di polizia ambientale e forestale) dell’ispettorato forestale di Tempio, diretti da Giancarlo Muntoni e due funzionari dell’ufficio tecnico di Olbia. L’ispezione era finalizzata all’accertamento di quanto, sinora, è stato realizzato su quei terreni di una vastità impressionante dai diversi acquirenti, tutti individuati attraverso gli atti di compravendita gran parte dei quali stipulati negli studi di diversi notai di Olbia e Sassari. I nomi iscritti sul registro degli indagati, dopo la mega denuncia da parte del corpo forestale regionale, sono di semplici cittadini ma anche di personaggi noti in città e in Sardegna. Tra gli acquirenti non mancano aspiranti agricoltori provenienti dalla Scozia, Francia, Germania, Austria e Montecarlo. Tanto che è stato necessario predisporre la traduzione dell’atto giudiziario in tre lingue per effettuare la notifica ai diretti interessati. Come già detto la lottizzazione abusiva non ha nulla a che vedere con i terreni e la struttura dell’ex San Raffaele, ma sfruttando la vicinanza dei luoghi (i terreni lottizzati abusivamente confinano con quelli dell’ex San Raffaele) è facile intuire il valore aggiunto di quei terreni nel momento in cui la struttura sanitaria privata dovesse(ormai manca poco per il completamento dell’iter burocratico) decollare. La località «Chidade- Chentu Accas», a sud della città, nelle vicinanze della pista aeroportuale del Costa Smeralda, è stata oggetto ieri di una meticolosa operazione di verifica effettuata dai rangers e dai tecnici comunali, che hanno filmato ogni abitazione e le diverse strade interpoderali realizzate per accedere alla vasta area frazionata. Gli atti giudiziari di ieri sono propedeutici ad ulteriori iniziative da parte della magistratura, che potrebbero sconfinare, in breve, al sequestro dell’intera area abusivamente lottizzata. La lottizzazione di “Chidade” era pubblicizzata, con foto, anche su Internet, e diversi acquirenti sarebbero all’oscuro d’aver comprato un lotto di terreno in un’area non frazionabile. In altri casi erano consapevoli dell’illecito, ma si è andati avanti nella speranza che nessuno si rendesse conto di quanto stava accadendo in quella sperduta campagne a sud di Olbia. I controlli sono scattati un anno fa, quando nell’ufficio tecnico del Comune di Olbia erano arrivate richieste di costruzione legate alla legge per l’edilizia rurale. Del caso si interessarono gli uomini delle vigilanza ambientale regionale, che in questi mesi hanno raccolto documenti e atti che comproverebbero la lottizzazione abusiva cartolare. La svolta nell’inchiesta si è avuta ieri, con l’ispezione dei luoghi che ha impegnato investigatori e tecnici per oltre quattro ore.
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