In suo ricordo laboratori di musica sarda
BITTI. Il suo corpo non è mai stato ritrovato, ma il ricordo di Giovanni Farre è sempre vivo nella comunità bittese. Il merito va all’associazione coro Oches de S’Annossata, che sta tenendo viva la...
BITTI. Il suo corpo non è mai stato ritrovato, ma il ricordo di Giovanni Farre è sempre vivo nella comunità bittese. Il merito va all’associazione coro Oches de S’Annossata, che sta tenendo viva la sua memoria con i Laboratori Giovanni Farre, che si propongono di divulgare e insegnare il canto polifonico in sardo. In particolare l’iniziativa si deve all’impegno del direttore del coro, Sebastiano Delai, che lo ha fondato oltre trent’anni fa insieme con altri appassionati di canto sardo, tra i quali appunto Giovanni Farre. «Vorrei che lo si ricordasse come uomo di cultura, oltre che come solista del coro. Aveva una grande conoscenza della musica e della tradizione canora del paese e ha fatto di tutto per conservarla e tramandarla». Nonostante sia passato un anno dalla scomparsa di Farre, il ruolo di solista resta ancora vacante nel coro. «Non ce la siamo sentita di rimpiazzarlo – con tinua Delai – la sua voce era unica». «Ci è sembrato che il modo migliore per conservare la memoria della sua passione fosse dare vita a laboratori musicali, non solo a Bitti, ma un po’ in tutto il territorio. Ne abbiamo appena tenuto uno con gli studenti di Orune ed è stato molto interessante». Delai e Farre si conoscevano sin da ragazzi. Un’amicizia nata dalla passione comune per la musica e proseguita su questo solco per oltre trent’anni. «Tra gli anni ’60 e ’70 avevamo un gruppo, gli Angeli Azzurri. Io facevo il tastierista, Giovanni il cantante. Era l’epoca dei club, suonavamo le hit italiane del momento, ma anche le canzoni in sardo di Kelleddu Burrai». Il soprannome di Giovanni Farre, per tutti a Bitti John Ferry, nacque proprio in quegli anni. «Avevamo una serata musicale in Costa, e una signora straniera si rivolse a Giovanni volgendo il suo nome in inglese, appunto John Ferry. Da allora tutti cominciammo a chiamarlo così».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
