Usura in Alta Gallura , rinviato il processo
TEMPIO. Ancora un rinvio, l’ennesimo, nel processo avviato contro la famiglia Muzzu – padre, madre e due figli – accusata di esercizio arbitrario di attività finanziaria e usura. La vicenda che ha...
TEMPIO. Ancora un rinvio, l’ennesimo, nel processo avviato contro la famiglia Muzzu – padre, madre e due figli – accusata di esercizio arbitrario di attività finanziaria e usura. La vicenda che ha portato davanti ai giudici di Tempio il macellaio in pensione Cosimo Muzzu e i suoi familiari risale alla metà degli anni Duemila mentre il procedimento penale, tra ricusazioni e rinvii, si protrae ormai da cinque anni. La prossima udienza è stata fissata per il 16 gennaio prossimo. L’indagine nasce da alcuni esposti che volevano il nucleo familiare intento ad effettuare prestiti a tassi esorbitanti, e fece scattare un blitz nel quale tutti i beni dei Muzzu – una piccola fortuna in immobili, conti correnti e terreni – finirono temporaneamente sotto sequestro penale. Un blocco per oltre due milioni di beni, contestato sin dal suo nascere dai difensori della famiglia tempiese, gli avvocati Immacolata Natale e Pietro Diaz, i quali si opposero in ogni sede.
Ieri dovevano essere sentiti, davanti al nuovo collegio giudicante, i diversi testimoni, ma l’udienza è saltata per le ulteriori e nuove eccezioni presentate dalla difesa. L’intera famiglia Muzzu venne denunciata da carabinieri e guardia di finanza nel 2009. L'inchiesta, chiamata "Easy Money" dagli investigatori portò al sequestro di circa due milioni di patrimonio tra immobili, terreni e conti correnti. A denunciare Cosimo Muzzu furono imprenditori di Calangianus che, soffocati da pressanti richieste di pagamento, nel 2008 si presentarono ai carabinieri per raccontare la loro odissea finanziaria. (Re.Te.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
