La Nuova Sardegna

Olbia

La Asl alza la voce: nessuno vuole abolire il centro trasfusionale

di Angelo Mavuli
La Asl alza la voce: nessuno vuole abolire il centro trasfusionale

Il direttore generale replica ai medici-sindacalisti Prevista solo una nuova organizzazione, niente è a rischio

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TEMPIO. La lavorazione del sangue raccolto, la centrifugazione e la separazione degli emocomponenti, la validazione delle sacche per stabilire l’idoneità delle sacche stesse all’uso trasfusionale, che attualmente avviene a Tempio, sulla base della delibera regionale, (la n. 35/21, del 12 settembre scorso che ha approvato il nuovo “Assetto organizzativo temporaneo della Rete Trasfusionale regionale”), avverrà, a breve, solo nel Centro aziendale di Olbia.Il Centro Trasfusionale di Tempio, però continuerà a funzionare come Centro di raccolta, con attività anche di medicina trasfusionale. Ad affermarlo, rispondendo a Sandro Grussu, segretario provinciale del Cimo e a Giorgio Chiarelli, sindacalista della Cgil, entrambi medici nell’Unità operativa di Nefrologia e Dialisi del Dettori (che qualche giorno fa avevano praticamente anticipato la notizia, paventando però difficoltà sulla futura attività chirurgica delì’ospedale tempiese), è il direttore generale della Asl di Olbia, Giovanni Antonio Fadda. «Quanto affermato nell’articolo da alcuni esponenti delle organizzazioni sindacali . scrive Fadda -, è falso. Ci troviamo di fronte ai soliti e periodici attacchi pretestuosi dei due sindacalisti e dipendenti dell’Azienda, che altro non fanno che creare un infondato allarmismo tra la popolazione. Nessuno intende abolire il Centro di Tempio - aggiunge il manager - che passa quindi ad illustrare il nuovo assetto della rete regionale trasfusionale».

Nella querelle interviene anche il direttore del centro trasfusionale della Asl di Olbia, Maddalena Landini che dopo avere ricordato che alcune lavorazioni particolari del sangue(come quelle per le epatiti o l’Hiv) sono eseguite solo a Sassari e Cagliari, prosegue affermando che «la nuova organizzazione non comporta alcun problema né per l’utenza, né tantomeno per l’attività chirurgica o di emergenza che verrà comunque garantita, consentendo però un risparmio delle risorse e una maggiore qualità delle prestazioni». Ribadita in finale da Giovanni Antonio Fadda l’infondatezza delle notizie dei due medici.

«Ci troviamo dinanzi a dichiarazioni false - conclude il direttore generale -, che non fanno altro che ingenerare nella popolazione infondate preoccupazioni. Speriamo ora, che con le precisazioni fornite, sia più chiaro alla gente di cosa si sta parlando».

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