Caso Palermo, pignorati 850mila euro
Mossa legale della dirigente, licenziata nel 2002 e poi reintegrata, per ottenere il risarcimento sancito da una sentenza
OLBIA. Un atto giudiziario che sa di spintone al Comune per accelerare i tempi. In municipio è arrivata la notifica di un atto di pignoramento di 850mila euro al Banco di Sardegna di Cagliari. La richiesta porta la firma di Gianni Allena, procuratore speciale di Gabriella Palermo, la dirigente comunale licenziata nel 2002 per motivi disciplinari ai tempi del sindaco Settimo Nizzi e reintegrata nel 2011 con sentenza del giudice del lavoro. L'atto di pignoramento – che segue la sentenza esecutiva della Corte di appello del febbraio 2013 – è stato notificato al Comune qualche giorno dopo la seduta del Consiglio comunale. In quella occasione l’assemblea, tra le polemiche e con i soli voti della maggioranza, aveva approvato il debito fuori bilancio in favore della Palermo per 900mila euro. Ed è proprio perché «sono in fase avanzata le procedure per il pagamento del debito» che la giunta Giovannelli, all’unanimità, ha deliberato di opporsi al pignoramento.
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