I liceali: viale imbrattato? Non siamo stati noi
Gli studenti del Dettori rispondono alle accuse: spettacolo e ironia, ma nessuna inciviltà
TEMPIO. Accuse infondate e ingiustamente denigranti. È quello che pensano gli studenti del Liceo Dettori a proposito della segnalazione di un lettore della Nuova, secondo il quale sarebbero i diretti responsabili del cumulo di rifiuti rinvenuto lungo il viale della Fonte Nuova il giorno dopo una loro manifestazione.
Con una lettera gli studenti replicano punto su punto alle accuse, parlando di disinformazione e affermazioni incomplete. «La disinformazione - dichiarano i liceali-– si può riscontrare nella definizione data al nostro evento: non si è trattato di una sfilata di moda, ma di una serie di esibizioni incentrate su ironia, scherzo e divertimento. La partecipazione è stata forte sia da parte degli studenti del Dettori, sia, soprattutto, di esterni». Terminato lo spettacolo alle 23,30, secondo la ricostruzione degli studenti, la serata sarebbe poi proseguita con ingresso libero sotto la supervisione dei baristi e del personale del “Peperosso”, il locale nei cui pressi sono stati abbandonati i rifiuti.
Una lancia in favore degli studenti viene spezzata dalla proprietaria del locale, la signora Teresa Loi. «Nel corso della serata - ha dichiarato - i liceali, sia gli attori che gli spettatori, pur nella loro allegria, hanno mantenuto un comportamento corretto ed educato, lasciando, alla fine della manifestazione, il locale e gli spazi antistanti in condizioni assolutamente dignitose». Le dichiarazioni della proprietaria del locale fanno chiarezza anche su un altro punto controverso, un sospetto che gli studenti non hanno proprio mandato giù. «È difficile credere - ha tenuto a precisare - che ragazzi così corretti all’interno del locale e che hanno sempre consumato al bar bibite servite rigorosamente in bicchieri di plastica, ragazzi che non avevano con sé, perché lo abbiamo potuto constatare, né cibi né bottiglie, abbiano potuto insudiciare il viale intero». Quanto basta, aggiungono gli organizzatori, per dedurre «facilmente che nessuna responsabilità per l’atteggiamento inappropriato di pochi possa ricadere su qualsiasi studente né tantomeno sull’immagine della scuola stessa». Le parole della proprietaria del Peperosso intendono mettere in luce le buone intenzioni e la correttezza dei ragazzi, ma c’è un altro aspetto della questione che gli studenti vorrebbero chiarire. «La comunità studentesca - si legge nella lettera dei liceali - si è sentita estremamente offesa da accuse diffamatorie e infondate ed invita lei (il signor Iannelli, autore della prima lettera, ndc) e gli assessori comunali ad interrogarsi su quali siano i veri esempi di inciviltà nella nostra città e come spesso la disinformazione e la calunnia mortifichino la creatività e l’intraprendenza di noi studenti». (g.pu.)
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