La Nuova Sardegna

Olbia

assemblea di Rinascita Sardegna

Indipendentisti, confronto a Enas

di Antonello Palmas
Indipendentisti, confronto a Enas

Il comitato ha fatto dialogare Doddore Meloni e Bustianu Cumpostu

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LOIRI. «Può essere stata una pietra miliare»: Noemi Secci, responsabile del comitato Rinascita Sardegna che ieri al Castello di Enas ha celebrato la prima assemblea, è già contenta così, nonostante la risposta delle centinaia di simpatizzanti sia stata timida. Ed è un peccato perché il gruppo ha trasformato l’occasione della sua prima riunione in un piccolo evento del mondo indipendenstista, con un confronto di varie anime e la presenza di Bustianu Cumpostu (Sardigna Natzione) e Doddore Meloni (Meris). «Mettere insieme queste personalità e far trovare loro dei punti d’accordo è stata una gran cosa – dice la Secci –, sono certa che se la gente vede che c’è unità è anche incentivata a dare credito e votare per questi movimenti». Ma l’operazione è chiaramente molto complessa.

Bustianu Cumpostu ha affermato che «mai come oggi c’è la convinzione di essere nazione e di avere diritti nazionali. La nostra responsabilità è quella di dare fiato a questo processo, ma sinora non siamo stati capaci di farlo. Alle ultime regionali avremmo potuto prendere 300 mila voti, invece non siamo passati dal “credibile” al “delegabile”. Eppure siamo in grado di fare ciò che stanno facendo in Scozia o Catalogna». E sui politici il giudizio è durissimo: l’obiettivo è farci fallire, in modo da dover tendere la mano e aver bisogno di loro.

Doddore Meloni si chiede: «Cosa stiamo facendo per contrastarli? Altrove gli indipendentisti hanno forza perché sono uniti. La gente non ci vota, nonostante i sondaggi dicano che il 45 per cento dei sardi è per l’indipendenza, perché siamo divisi. Dobbiamo decidere di assumere un ruolo guida, di essere come un diamante dalle varie sfaccettature, lasciando da parte primogeniture e rivalità. Se ci riusciremo, gli altri dovranno seguirci. Rispetto a 12 anni fa, ora sento che l’aria è cambiata».

Interventi anche di John Loi, Gigi Bardanzellu e Cristina Puddu, legale di Meris («Siamo pochi, ma da qui può nascere qualcosa di importante»). Per Flavio Cabitza, sardista e presidente dell'Associazione per la tutela dei diritti dei sardi, «molti sardi non hanno votato, e questo lascia aperte molte porte, la riunione di Enas ha detto che ragioniamo tutti allo stesso modo»).E lancia l’idea di una lista civica indipendentista per le prossime elezioni comunali a Olbia.

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