La Nuova Sardegna

Olbia

Settore sugheriero: si punta sul dialogo

di Pietro Zannoni
Settore sugheriero: si punta sul dialogo

Calangianus. Positivo l’incontro promosso dalla Regione che ha riunito operatori, sindacati e Comuni: ora serve continuità

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CALANGIANUS. Filippo Spano, capo di gabinetto del Governatore Francesco Pigliaru ha concluso l’incontro degli operatori del sughero a Calangianus sulla crisi del settore, con parole incoraggianti. «Si può già fissare fra il 15-20 gennaio una prossima riunione fra tecnici dei vari assessorati, rappresentanti di categoria ed enti. Ci rincontreremo per discutere sulla relazione, che vi invieremo, di quanto proposto stavolta. Sono soddisfatto dell’incontro ma occorre che ci sia un continuità». L’incontro, più volte sollecitato dall’amministrazione Loddo, ha soddisfatto i presenti. Già positivo che lo stesso Spano avesse convocato a Calangianus i rappresentanti delle istituzioni regionali, operatori del settore, rappresentanti sindacali, i comuni (presenti i sindaci di Tempio, Luras, Bortigiadas, Alà), l’ex stazione sperimentale del sughero, per esaminare la situazione del distretto industriale. I presenti temevano però che anche stavolta si finisse come in passato. Promesse di tavoli tecnici fatte prima dal ministro Pecoraro Scanio e poi da Cappellacci ma mai realizzati. Loddo in apertura aveva ringraziato la Regione per la bella rappresentanza, convenuta in Gallura. «Non chiediamo assistenza – ha detto il sindaco – ma siamo consapevoli che siamo seduti su una miniera d’oro. Vogliamo riuscire a sfruttarla e svilupparne le potenzialità».

Spano ha tratteggiato le linee di metodo di lavoro da affrontare. le stesse adottate oggi in Regione: contatto diretto con le realtà locali. «Primi partner per noi, sono i comuni e l’Unione dei comuni per riprendere un percorso nello sviluppo territoriale, agevolati che questo distretto, a differenza di altri, non si è inventato niente – ha detto Spano –. Nasce in un luogo preciso con competenze e con una produzione definite. Ma ci chiediamo: c’è stato un progetto territoriale di tipo produttivo o abbiamo tradito le aspettative?»

Una novità però c’ è per Spano. « Il bilancio regionale si basa sulle entrate – ha ricordato l’inviato di Pigliaru –. Prima il blocco del patto di stabilità era un freno, ora ciò che è stanziato deve essere speso».

Gli interventi si sono succeduti, concreti e attinenti alle esigenze reali. Simone Masia. della Confindustria, ha evidenziato che «la sughericultura interessa tutta l’isola. Oggi, tempo di ricerca e certificazione di qualità, capiamo che un errore è stato il depauperamento della ex Stazione sperimentale. Ci sarebbe servita. Noi siamo i primi in competenze a livello mondiale ma serve la promozione del sughero alla Fiera di Verona ed all’Expo di Milano. l’importanza della sughericultura ha un respiro europeo e tocca il nord Africa». Tino Pintus dell’ ex stazione sperimentale del sughero. «Ieri non eravamo ospiti graditi in alcune aziende ora invece il nostro ruolo godrebbe rispetto. Da 20 anni però non si assumono più ricercatori». Per Sandro Dettori, università di Sassari «manca un inventario delle foreste, non si sa che struttura hanno, che categoria sono; mancano statistiche reali su importazione materia prima e produzione sarda. Oggi dove acquistare piantine per impiantare nuove foreste»?

Fadda, Confartigianato: « La nostra nicchia è in un mercato che è in crescita ma le imprese hanno difficoltà a piazzare il prodotto: ci sono molte contestazioni e si è ricattati. Servono certificazioni idonee ed un supporto legale nella nostra azione commerciale con i grossisti».

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