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CALANGIANUS

Cugini: «Liberiamoci di Abbanoa»

Cugini: «Liberiamoci di Abbanoa»

Il rappresentante di Sel chiede la gestione dell’acqua in autonomia

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CALANGIANUS. Calangianus deve ritornare a gestire in autonomia le proprie risorse idriche. Stefano Cugini (Sel), negli anni 80 in consiglio comunale in minoranza (con esperienza di assessore ai Lavori pubblici nella giunta Brigaglia), ha consegnato al sindaco Loddo e poi all’ufficio di protocollo, la richiesta di “aprire una vertenza politica e legale per vedere se è possibile la recessione del contratto e liberarsi dalla servitù del carrozzone Abbanoa, che sta impoverendo finanziariamente il nostro Comune e il nostro territorio perché i tributi vengono accreditati alla sede centrale per ripianare le perdite finanziarie di altri territori morosi». Tematica già affrontata domenica nel confronto fra il sindaco di ieri, Stefano Scano, e l’attuale sindaco,Giomartino Loddo, dopo la visione di un breve video della protesta negli anni 80’ della popolazione calangianese per il forte disservizio idrico.

«Calangianus - scrive Cugini - ha fonti di approvvigionamento (acquedotto consortile Limbara, il Limbara Nord Crispoli, Pozzi di Siddaiu, le grazie e Ipia) e deve ritornare a sfruttarle. Urge assemblea popolare cui faccia seguito un atto deliberativo del consiglio comunale perché Calangianus segua i Comuni che da una sentenza del Consiglio di Stato del primo dicembre 2014 hanno avuto riconosciuto il loro diritto a decidere da soli la gestione, applicando tariffe diverse da quelle di Abbanoa. Per il paese, questa sentenza, può rappresentare grandi vantaggi. La gestione diretta del servizio offrirà acqua a un prezzo politico o addirittura fornirà l’acqua gratuitamente. I soldi dei tributi così rimarrebbero in paese e si potrebbe contrarre un mutuo garantito nel tempo con la cassa Depositi e prestiti per risanare, ad esempio, il centro storico o erigere altre opere pubbliche».

Per Cugini da capire «che fine farà«la diga sul Paggiolu, non collaudata, costata 30 miliardi di vecchie lire e finita sotto l’Enas? E poi: che ne è del contenzioso sulla diga tra Enas, Consorzio Zir e Abbanoa? Un altro mistero il fallimento dell’impresa Gelfi di Brescia che rivendica tre milioni di euro, debito che ha portato al pignoramento dei capannoni di proprietà della Zir». Ed ecco l’ultima domanda di Cugini: «Perché l’Unione dei comuni deve pagare il costo della depurazione delle acque dei comuni?. Non spetterebbe ad Abbanoa? L’Alta Gallura chiede una risposta». (p.z.)

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