Asl: «File in ambulatorio, c’è carenza di personale»
Il direttore generale Fadda: «Facciamo i conti con una pianta organica del 1997 Gli specialisti della Medicina fanno il possibile, ma la priorità spetta al reparto»
TEMPIO. «L’Asl di Olbia, al momento, deve fare i conti con una pianta organica del 1997, non più rispondente alle esigenze del territorio sia dell’alta che della bassa Gallura. Questo dopo la sospensione della pianta organica presentata nel 2011».
Parole del direttore generale della Asl di Olbia, Giovanni Antonio Fadda che, dichiarandosi in disaccordo con i sindacati, risponde a quanti, medici, sindacati e soprattutto pazienti, qualche giorno fa avevano lamentato la pesante penalizzazione delle visite ambulatoriali del reparto Medicina del Paolo Dettori, a causa delle carenza di medici. Fadda ammette quindi la criticità dovuta a cause che esulano dalla sue competenze ma al tempo stesso difende, con forza, il suo operato. «Nell’attesa della riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, questa direzione ha cercato di garantire in tutti i presidi ospedalieri della Asl 2, senza non poche difficoltà, ma con la preziosa collaborazione e disponibilità degli operatori sanitari, l’erogazione di prestazioni che rispondessero almeno ai livelli essenziali di assistenza. Significa - scrive ancora Fadda -, che in campo ospedaliero l’attività che deve esser assicurata in via primaria è quella dell’attività assistenziale di ricovero dell’Unità operativa. L’Asl 2 di Olbia, e questa non è una novità, purtroppo ha da sempre avuto poche specialità. Sono infatti assenti specializzazioni ospedaliere come endocrinologia, pneumologia, urologia, oculistica, ematologia e dermatologia. In questi anni l’attività degli ambulatori ospedalieri, a Olbia così come a Tempio, è stata garantita solo grazie alla disponibilità e all’abnegazione degli operatori sanitari. Prestazioni per esterni garantite, però, solo in assenza di ulteriori criticità interne».
E’ praticamente quanto segnalato nel giorni scorsi. «Non ci si deve dimenticare però -, spiega dettagliatamente Fadda -, che la vita all’interno del reparto, deve fare i conti con il “personale realmente operativo”, al netto cioè di eventuali “assenze dal servizio” per diverse e valide motivazioni. Nel reparto, diretto da Pier Luigi Bellu, vi sono in dotazione organica 9 dirigenti medici ed un primario. Negli ultimi mesi e sino a novembre, i turni del reparto sono stati garantiti da quattro/sei medici su dieci. Operatori che hanno dimostrato la loro professionalità e che hanno fatto di tutto per garantire la regolare attività del reparto di Medicina Interna, (come del resto ammesso unanimemente da tutti, sindacati medici e pazienti ndc). Queste criticità - ammette il direttore generale -, hanno determinato la temporanea riduzione dell’attività ambulatoriale garantita dai medici ospedalieri del reparto di Medicina. Sia chiaro a tutti però, conclude Fadda, che non abbiamo abbandonato i pazienti».
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