La Nuova Sardegna

Olbia

Consiglio del malessere: si dimette Gianni Urtis

di Dario Budroni
Consiglio del malessere: si dimette Gianni Urtis

Anche Gianni Ricciu (Pd) accusa il sindaco: «L’assemblea non è valorizzata» La replica di Gianni Giovannelli: «I partiti devono riflettere e fare autocritica»

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. La bomba esplode all’improvviso. Gianni Urtis si alza dalla poltrona e annuncia le sue dimissioni da consigliere comunale. Stupore in aula, ma la decisione non cambia gli equilibri, visto che il consigliere del Centro democratico, insieme a Mirko Varchetta, era da tempo passato all’opposizione. Le sue dimissioni sono comunque un boccone che aumenta il mal di pancia della maggioranza. Subito dopo infatti è intervenuto Gianni Ricciu, del Pd (area Degortes), che ha colto la palla al balzo per criticare il sindaco Gianni Giovannelli rimproverandolo di non essere «un buon coordinatore».

Le dimissioni di Urtis. L’annuncio del consigliere Cd ieri durante il consiglio comunale: «Il programma elettorale è stato trascurato da una maggioranza che abbiamo preferito abbandonare per distinguerci da chi ha tentato fare di questo consiglio un organo succube di un esecutivo inadeguato. La città ha perso la sua capacità di reazione e l’amministrazione di certo non l’ha incentivata. Aggiungiamo la mancanza di progettualità e l'inadeguatezza si trasforma in una azione soporifera per nascondere la propria incompetenza. Di questa situazione la prima vittima è il Consiglio». Al suo posto nel Cd entrerà Nicola Midulla, primo dei non eletti della lista Idv.

Le critiche di Ricciu. La seconda sorpresa arriva dalla maggioranza, da Gianni Ricciu del Pd. Il consigliere ne ha infatti approfittato per esprimere la sua insoddisfazione. «Secondo me il sindaco non è stato un buon coordinatore della maggioranza. C’è un’incapacità nel legare giunta e consiglio e di valorizzare i consiglieri. Non mi era mai capitato di vedere così poco gli assessori. Questo consiglio è utilizzato forse solo per il 40% e il sindaco aveva il compito di rilanciarlo. Quindi sento mie le dimissioni di Urtis».

Attacchi e distensioni. Le dimissioni di Urtis hanno provocato la reazione della minoranza. «Cosa è cambiato a Olbia dal 2011? Nulla. La città ha solo perso la sua autorevolezza, pensiamo per esempio al Cipnes», ha detto Pietro Carzedda dai banchi di Forza Italia. «Ci sentiamo mortificati. Le dimissioni di Urtis sono significative» ha invece detto Marco Piro. Invito a non lasciare l’incarico da Tonino Pizzadili di Unidos. Parole distensive invece dal Pd (area Scanu). «Bisogna mettersi nei panni di chi governa», ha commentato Giorgio Spano. «Bisogna essere realisti. Spesso ci troviamo in condizioni che non danno la possibilità di lavorare come vorremmo», ha aggiunto Giulio Careddu. In difesa della maggioranza anche Benedetto Cristo dell’Upc.

La reazione di Giovannelli. Il sindaco rilancia e punta il dito contro i partiti della sua maggioranza. «Nel 2011 la città ha dato un segnale forte perché non voleva più essere governata in maniera arrogante – ha attaccato Giovannelli -. E i partiti sono riusciti a raccogliere questa volontà di cambiamento? Dobbiamo introdurre una parola: autocritica. Bisogna riflettere sul proprio impegno. Ho visto migrazioni di consiglieri, separazioni di gruppi, nascita di nuovi gruppi, richieste di assessorati. Questa amministrazione comunque ha lavorato, nonostante gli evidenti problemi. Pensiamo al San Raffaele, all’arretramento della stazione, all’Urban center, alla messa in sicurezza dei canali e a norma delle scuole».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative