La Nuova Sardegna

Olbia

Precetto vietato, il vescovo è con la scuola

di Angelo Mavuli
Precetto vietato, il vescovo è con la scuola

Monsignor Sanguinetti dopo il caso scoppiato ad Abbiadori: «Noi rispettiamo tutti, la Chiesa non fa guerre di religione»

2 MINUTI DI LETTURA





TEMPIO. Chiamato a dare un parere sulla vicenda del precetto di Natale vietato, in orario scolastico, agli alunni della scuola media di Abbiadori per rispetto agli studenti di altre religioni, monsignor Sebastiano Sanguinetti, vescovo della diocesi Tempio-Ampurias, nella quale la scuola rientra, non si tira indietro. Esprime rispetto per le decisioni delle autorità scolastiche e auspica una laicità reciproca rispettosa delle differenze e di tutte le identità.

«Ho parlato con il parroco di Porto Cervo, don Raimondo Satta, che mi ha detto che lui avrebbe gradito che la vicenda non arrivasse ai media - dice il vescovo -. I genitori dei ragazzi dispiaciuti della scelta della scuola hanno però voluto diversamente ed è un loro diritto esprimere le loro valutazioni. Noi come Chiesa diocesana e come Chiesa in genere - continua Sanguinetti - non vogliamo fare guerre di religione. Noi siamo per il rispetto di tutti. Un rispetto che non significa cancellazione delle differenze o appiattimento delle identità. Un rispetto che vuol dire capacità di ognuno di saper convivere, di sapersi relazionare con le altre diversità. Noi, ripeto, abbiamo grande rispetto di tutti. Anche delle decisioni che le autorità scolastiche prendono. Non entriamo nel merito. Niente da dire quindi sulla scelta che ha fatto questa scuola. Altre scuole fanno scelte diverse».

«Noi - prosegue poi il vescovo - prima di entrare bussiamo. Se ci fanno entrare, entriamo volentieri. Entriamo però come portatori di pace, non per creare fratture o divisioni, anzi. Io, quando mi invitano, visito tutte le scuole. Vado volentieri e vado per portare una cultura di convivenza, di reciprocità e di accoglienza che mi spinge a rapportarmi anche con chi la pensa in modo diverso da me, con chi ha una cultura o una religione diversa dalla mia. Alcuni pensano che il rispetto delle diversità consista nell’azzerare le differenze. Questa non è laicità. La laicità è l’educazione alla convivenza fra le differenze. Se non riconosciamo le differenze come facciamo ad educare alla convivenza? Una sana e vera laicità non può prescindere da questi principi. A mio parere in questo caso servirebbe un supplemento di laicità, vera, sana che ci porti ad una convivenza pacifica, rispettosa capace di costruire una società diversa, intesa non come un limite ma come ricchezza» chiude monsignor Sanguinetti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative