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“Perfidia”, il film di Angius è piaciuto agli studenti

di Giuseppe Pulina
“Perfidia”, il film di Angius è piaciuto agli studenti

TEMPIO. È piaciuto a molti, non ha suscitato lo stesso entusiasmo in altri, ma, soprattutto (cosa rara quando si tratta di cinema), non ha lasciato indifferenti. È questo l’effetto che, a quanto...

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TEMPIO. È piaciuto a molti, non ha suscitato lo stesso entusiasmo in altri, ma, soprattutto (cosa rara quando si tratta di cinema), non ha lasciato indifferenti.

È questo l’effetto che, a quanto pare, sa provocare la visione di “Perfidia”, la pellicola del regista sassarese Bonifacio Angius che, ieri, è stata presentata agli studenti delle scuole superiori della città. Una vera e propria anteprima, visto che, pur iniziando a circolare nelle sale dell’isola, in attesa che a gennaio una distribuzione più capillare tocchi anche la penisola, “Perfidia” non era stato ancora presentato ad una platea costituita da soli giovani.

Un bel banco di prova, perché il film di Angius parla di giovani in una storia che fa leva su due motivi principali: il sempre attuale confronto-scontro tra generazioni diverse (giovani e adulti, padri e figli) e il sempre sconfortante tema della solitudine, raccontato con un realismo a tratti folgorante. L’applauso finale che ha seguito la proiezione del lungometraggio è prova che agli studenti il film è piaciuto.

E questo, malgrado la sua durezza, mitigata dall’ironia del racconto filmico e dalla facilità con la quale molti di loro si saranno probabilmente ritrovati in quel mondo di deboli valori e lancinanti debolezze che è la vita di tutti i giorni. Grazie alla presenza in sala del regista e dei due attori principali, Stefano Deffenu e Mario Olivieri, è stato possibile intavolare un piccolo confronto con il cast di “Perfidia”.

Non si è trattato del classico cineforum, formula che obbliga a volte ad un supplemento di attenzione che si vorrebbe risparmiare. Questa volta, regista, attori e studenti hanno potuto chiacchierare del film ancora prima della sua proiezione. C’è stato, allora, chi, come Eleonora Biancareddu, ha chiesto lumi sul titolo. «Perfidia - ha dichiarato Angius - indica la patina che avvolge la verità, rendendo meno vero il mondo nel quale viviamo». Un mondo opaco, capace di blandire e di giustificare banalità e rinunce, come quelle con le quali sembra voler combattere Angelo, il giovane protagonista del film, una sorta di “campione esistenziale” o, se si preferisce, di modello generazionale, che dice molte cose della condizione dei più giovani. Ad Angius è stato anche chiesto come è diventato regista e quali sono le difficoltà che ad un giovane regista oppone oggi il mercato cinematografico. Del rapporto speciale che lo ha legato a Deffenu ha, invece, parlato Mario Olivieri, attore dall’adolescenza, ma soprattutto uomo di scuola, essendo stato preside per tanto tempo. A lui, a Deffenu e ad Angius non sarà perciò sfuggita l’importanza del test tempiese. Un banco di prova che si può dire essere stato superato e che ora, dopo il premio della giuria dei giovani del Festival di Locarno, attende la definitiva consacrazione.

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