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Olbia

I big dell’ortopedia italiana a confronto per due giorni

I big dell’ortopedia italiana a confronto per due giorni

Per la prima volta nell’isola il congresso nazionale Otodi: si terrà al Geovillage Oltre 500 specialisti parteciperanno ai lavori in programma il 7 e 8 maggio

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OLBIA. Oltre cinquecento ortopedici di tutta Italia a confronto per due giornate. E più di 100 infermieri coinvolti in un corso satellite. Grandi numeri, per un grande evento. Si tratta del 46° congresso nazionale dell’Otodi (l’associazione che riunisce gli ortopedici e i tramautologi ospedalieri) che si terrà al Geovillage i prossimi 7 e 8 maggio. E’ la prima volta che l’importante appuntamento si svolge in Sardegna e come sede è stata scelta Olbia. «E ci sono ragioni precise - spiega subito Sebastiano Cudoni, primario di Ortopedia all’ospedale San Francesco di Nuoro -. Perché una città possa ospitare un congresso come questo, infatti, è fondamentale seguire delle regole. Una, per esempio, prevede la presenza di un aeroporto e l’altra un’offerta di alberghi nella zona che rispondano a determinati requisiti. Io, da gallurese, ho dunque scelto Olbia, anche perché è in questo territorio che sono cresciuto professionalmente prima di arrivare a Nuoro, dove ora lavoro». E sia da parte della Asl di Nuoro che da quella di Olbia, è arrivato immediatamente il patrocinio, unito al supporto della Regione Sardegna.

Sebastiano Cudoni, che da quattro anni è presidente regionale dell’Otodi, esprime grande soddisfazione per essere riuscito a portare nell’isola il congresso. «E’ un riconoscimento importante per l’ortopedia sarda a livello nazionale ed è la dimostrazione che la nostra scientificità viene adesso riconosciuta in tutta Italia. Un’altra dimostrazione in questo senso, è arrivata anche attraverso la rivista ufficiale dell’Otodi “Lo Scalpello” che ha dato spazio alla Sardegna».

Al congresso del 7 e 8 maggio, due i temi principali che verranno affrontati: “I traumi articolari” e “Gli insuccessi nella chirurgia protesica”. E due anche i presidenti del congresso: Sebastiano Cudoni e Peppino Mela, primario di Ortopedia e Traumatologia al Giovanni Paolo II.

«Non ci saranno le classiche relazioni - spiega ancora Cudoni -, ma otto tavole rotonde (quattro per ciascun argomento). Saranno otto gli esperti in ogni tavola rotonda, accanto ai quali però grandi protagonisti saranno gli under 40. Giovani ortopedici , insomma, che avranno l’opportunità di presentare in tutto 65 relazioni».

Di spessore anche la segreteria scientifica del congresso. Ne fanno parte Franco Cudoni (primario a Sassari), Luciano Cara (ospedale Marino di Cagliari), Giuseppe Dessì (Brotzu), Massimo Lombardo (Santissima Trinità di Cagliari) e Andrea Ruiu (Oristano).

Sarà presente ai lavori, anche l’assessore regionale della Sanità Luigi Arru.

Ma l’attenzione sarà alta nei confronti degli ortopedici italiani e sardi anche all’Expo di Milano. «Sono infatti previste una serie di giornate mediche gestite dal gruppo Cic - precisa Sebastiano Cudoni - e una è stata assegnata all’Otodi nazionale. Io, nella veste di presidente regionale, sarò tra i moderatori di un dibattito sempre legato al tema dell’alimentazione su “fratture da fragilità”». (s.p.)

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