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prove d’estate

Il centro di Olbia invaso dai turisti, hotel pieni solo a metà

Il centro di Olbia invaso dai turisti, hotel pieni solo a metà

Dei 26mila passeggeri sbarcati all’aeroporto solo piccole percentuali in città. Molti gli stranieri. Restano i problemi dei collegamenti con le località vicine

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OLBIA. Fatica a levarsi l’etichetta di città di passaggio. Il percorso per conquistare la corona di reginetta del turismo è ancora lungo. Gli albergatori si chiedono che fine abbiano fatto i 26 mila passeggeri atterrati al'aeroporto Costa Smeralda nel ponte del primo maggio. Di sicuro solo una minima percentuale è rimasta in città a dormire. Mediamente gli hotel, tra grandi e piccoli, hanno avuto una percentuale di occupazione tra il 50-60 per cento. Nemmeno le tariffe low cost e i tanti eventi organizzati al centro e nel territorio hanno permesso di riempire gli alberghi.

Boom di arrivi. Numeri da record per gli arrivi del week end del primo maggio. La Geasar parla di 26mila passeggeri in arrivo in Gallura tra giovedì e lunedì. 220 i voli in arrivo e in partenza. Nove i paesi con i quali Olbia è collegata Germania, Francia, Svizzera, Austria, Inghilterra,Olanda, Svezia, Spagna e Lettonia per un totale di 28 destinazioni.

Turisti scomparsi. Una città viva, con tanti turisti in giro per le strade del centro. Pantaloni corti, t-shirt e sguardo stralunato. Facile riconoscere i tanti vacanzieri a spasso per la città. Quasi una anteprima di estate che però non trova riscontro nei numeri degli hotel. «Vorrei proprio capire dove sono andati a dormire quei 26 mila passeggeri – commenta Ramona Cherchi, direttore commerciale dell'Hilton hotel e componente del direttivo dell’associazione albergatori Olbia –. Ho 60 stanze occupate su 124, per lo più stranieri. Se la matematica non è una opinione a Olbia abbiamo 3mila posti letto. Se 3mila persone fossero rimaste in città di quelle 26mila avremmo avuto tutti gli hotel pieni. Ma putroppo non è così. Evidentemente una parte vive nelle seconde case, molti altri in appartamenti in nero o in b&b camuffati». Nemmeno le tariffe low cost sono servite per far schizzare verso l'alto le prenotazioni. «Anche in questo ponte ci sono due e tre stelle con stanze a 30 euro – aggiunge Cherchi –. Ciò significa che anche nel momento di massima occupazione il guadagno per l'albergatore è ridotto».

Conferma lo stesso trend l'hotel For You, nel cuore della città. 60 le stanze a disposizione, occupate al 50 per cento. «Mediamente il tempo di permanenza è di una notte – spiega Gaia dall'albergo di via Acquedotto romano –. Ci sono però alcuni stranieri che restano per una settimana. Stiamo però avendo riscontri molto positivi. La Sardegna piace, ma è problematica da vivere per chi viene senza auto. Lamentano di trovare grossa difficoltà a spostarsi verso i comuni vicini. Sono rimasti tutti molto contenti per l'iniziativa “Olbia Spring”, ma prima che cominciasse ci chiedevano cosa potessero fare per non annoiarsi». (se.lu.)

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