La Nuova Sardegna

Olbia

Demolito dalle ruspe il ponte sul rio Tortu Caccia al costruttore

di Giampiero Cocco
Demolito dalle ruspe il ponte sul rio Tortu Caccia al costruttore

L’opera abusiva era stata scoperta dagli ispettori forestali Il comune di Olbia ha chiesto il dissequestro per abbatterlo

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OLBIA. Il ponte sul Rio Toltu, un manufatto in cemento armato lungo 80 metri per cinque di larghezza è stato demolito, ieri, dalle ruspe del Comune. Un ponte costruito sull’affluente del Rio San Giovanni all’indomano della disastrosa alluvione del 2013 rimasto sempre senza un proprietario, nonostante l’altissimo costo dell’infrastruttura, che soltanto in armatura e cemento armato superava 200mila euro, oltre quattrocento milioni di vecchie lire. Il fatto, incredibile ma vero, e che la costosa struttura venne realizzata del tutto abusivamente (non si sa bene da chi, nonostante un’indagine da parte del corpo forestale e della procura della Repubblica di Tempio) per poter agevolmente attraversare il rio Toltu, nelle campagne di Casagliana, ad una decina di chilometri da Olbia. Il rigagnolo, che raccoglie le acque del bacino imbrifero delle alture di Arzachena nel versante di Casagliana è uno dei uno degli affuenti di Rio San Giovanni, il corso d’acqua che tracimò, con conseguenze tragiche, il 18 novembre del 2013, durante il passaggio del ciclone Cleopatra. Il ponte venne scoperto nel marzo 2014 dagli uomini del corpo forestale e messo sotto sequestro penale, un provvedimento del gip revocato nei giorni scorsi su richiesta dell’amministrazione comunale che aveva deciso di abbattere il costoso ponte “fantasma”. La struttura, infatti era stata realizzata da ignoti con decine di colate di cemento armato mentre per consentire il passaggio delle acque sul letto del fiume erano stati posizionati tre tubi di mezzo metri di diametro. Un lavoro da manovali muratori con scarsa esperienza nel campo idraulico perché lo scorrere del rigagnolo aveva drenato il terreno sotto il ponte abusivo, che rischiava di collassare sotto il peso delle auto o dei camioni che lo percorrevano.

Ieri, su disposizione del dirigente del settore ambiente del Comune, Gabriella Palermo, le ruspe hanno avviato le operazioni di demolizione che saranno completate entro pochi giorni, con il ripristino dello stato dei luogi e la progettazione di un ponticello che, in tutta sicurezza e senza il pericolo di formare una pericolosa diga, sarà posizionato al posto del manufatto abusivo. L’inchieste resta ancora aperta a carico di ignoti.

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