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Olbia

L’emergenza

Otto migranti chiedono aiuto al Comune

Otto migranti chiedono aiuto al Comune

OLBIA. La loro terra promessa si ferma sul piazzale di asfalto del dormitorio di via Canova. Cinque etiopi e tre somali hanno viaggiato venti giorni nel deserto fino alla Libia. Da lì si sono...

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OLBIA. La loro terra promessa si ferma sul piazzale di asfalto del dormitorio di via Canova. Cinque etiopi e tre somali hanno viaggiato venti giorni nel deserto fino alla Libia. Da lì si sono imbarcati su una nave-carretta e dopo tre giorni sono arrivati a Cagliari. Dal capoluogo hanno preso un treno e sono arrivati in città. Ma Olbia non ha centri di accoglienza autorizzati. Sfiniti, affamati, con la disperazione negli occhi, hanno chiesto ospitalità nel centro di via Canova. Per tutto il pomeriggio, piantonati dai vigili, hanno pianto chiedendo un letto in cui riposare, del cibo, dell’acqua. Il sindaco ha vietato l’ospitalità per motivi sanitari. I migranti non hanno documenti di identità e non si conoscono le loro condizioni di salute. Una scena di disperazione di fronte alla quale per ore nessuno ha saputo o potuto offrire una soluzione-tampone. In serata ai migranti è stato dato da mangiare. L’aiuto per la notte è arrivato dal sacerdote degli ultimi, don Andrea Raffatellu. Il parroco della Sacra Famiglia ha messo a disposizione le aule dell’oratorio per una ospitalità temporanea. Ma oggi la disperazione dei migranti ritornerà a essere un problema senza soluzione. (se.lu.)

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