Comerci: fuori per pochi voti ma ho la politica nel sangue
TEMPIO. Per un pugno di voti non è entrato in consiglio comunale.Ma non per questo ha intenzione di lasciare la politica attiva. Nicola Comerci, di Sel, candidato nella lista Balata che sognava un...
TEMPIO. Per un pugno di voti non è entrato in consiglio comunale.Ma non per questo ha intenzione di lasciare la politica attiva. Nicola Comerci, di Sel, candidato nella lista Balata che sognava un testa a testa con quela di Biancareddu, la quale ha invece stravinto, con 388 voti è andato a un passo dalla conquista di un seggio all’opposizione, ma è il primo dei non eletti. Lui la prende con filosofia, e non potrebbe essere altrimenti visto che è la sua materia: «Sono molto soddisfatto, e ringrazio tutti – dice Comerci –. Mi dispiace di non poter essere presente, come alle regionali sono arrivato solo... ai piedi del monte, per sole 21 preferenze resto fuori. Ma continuerò in maniera chiara e netta a fare politica, sono più che determinato che mai». Smentisce quindi le voci di un abbandono: «Non ne ho alcuna intenzione, non finisce qui. Ho solo trentanove anni, per me la politica è passione, voglio continuare, insieme al mio lavoro di insegnante, a essere al servizio della comunità».
Comerci vuole «fare gli auguri al “mio sindaco”, perchè Andrea Biancareddu ora è tale, e ai nuovi consiglieri comunali». Inevitabile chiedergli un giudizio sulla debacle del Pd, del quale un tempo era segretario: «Allora era un partito compatto, dopo si è balcanizzato. Nessun collegamento, ma se ho avuto un merito da segretario è stato quello di garantire l’unità interna. Il Pd ha bisogno di ricostruirla per tornare a essere il perno solido del centrosinistra. Ci sono persone valide e possono riuscirci. Il risultato ottenuto, certo, è terribile. Alla fine io sono il più votato tra i candidati dei partiti, i loro si sono piazzati tutti dietro. Un’indicazione chiara anche da parte degli elettori Pd verso un cambiamento». Sono stati pagati gli errori dell’ultima amministrazione? «Sì, il Pd si accolla il trend nazionale negativo e gli errori costanti della giunta Frediani, che ha fatto anche cose buone. La logica dell’alternanza comunque premia. Ora è importante stringersi attorno alla nuova giunta: sembrano frasi fatte, ma dopo una campagna molto tesa, adesso occorre lavorare tutti per il bene della città». (apal)
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