Prospettiva donna sarà parte civile
La prima mossa dei legali della diciottenne violentata e segregata da padre e zio
OLBIA. Una vicenda che ha sconvolto l’opinione pubblica, quella della ragazza segregata e violentata dal padre e dallo zio, il fratello della madre. Una vicenda che ha avuto un primo epilogo con l’arresto dei due uomini da parte degli agenti del commissariato di Olbia. Ora i due (M.A., 44enne sassarese e P.S., 52enne nuorese) sono rinchiusi nel carcere di Bancali, in attesa dell’interrogatorio di garanzia mentre è probabile per loro la nomina di un legale d’ufficio.
Nel frattempo, si muovono i legali della ragazza e dell’Associazione Prospettiva donna, che ha seguito la diciottenne passo sabato e l’ha messa in sicurezza in una struttura della penisola, subito dopo che la polizia l’aveva portata via dal tugurio in cui subiva violenza dal padre e dallo zio.
Gli avvocati Mario Delitala e Immacolata Natale hanno deciso la costituzione di parte civile della ragazza e dell’associazione e attendono il primo passaggio giudiziario, l’interrogatorio. «Intanto siamo soddisfatti perché i due sono stati rintracciati e portati in carcere – dicono l’avvocato Natale –. La vicenda ha avuto un’eco enorme anche perché i suoi contorni sono davvero inquietanti. Aggravati dal fatto che c’era un rapporto di parentela così stretto fra i protagonisti. Storie che sembrava potessero avvenire in un lontano passato o in contesti lontani dall’Italia, invece avvenuti ora e vicino a noi».
La triste vicenda di violenza purtroppo non è che uno dei tanti casi di violenza in famiglia che si registrano in Gallura e in Sardegna. I dati sono allarmanti. La maggior parte delle volte è il compagno o il marito della donna vittima a usare violenza. Ma molti sono i casi in cui il grado di parentela è diverso: padri, zii, fratelli, figli che picchiano le figlie, sorelle madri e, in alcuni casi, arrivano alla violenza sessuale.
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