Olbia, segregata e violentata da padre e zio: i due orchi restano in cella
Sono comparsi davanti al gip, nel carcere di Bancali, e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere
OLBIA. Restano nel carcere di Bancali, a Sassari, padre e zio accusati di aver segretato e violentato per mesi una diciottenne indifesa. Sono comparsi davanti al gip venerdì 5 giugno e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Nulla di più, dunque, sarebbe emerso sulla terrificante vicenda, rispetto ai contenuti dell'ordinanza di custodia cautelare. Rigettata l'istanza degli arresti domiciliari, richiesti dall'avvocato Rosa Cocco, difensore dei due uomini.
In base a quanto scritto nell'ordinanza, si fa cenno a un "regalo" che il padre della ragazza avrebbe voluto fare alla figlia e al suo fidanzatino, un ragazzo di Olbia. Con loro, per accontentarli. si sarebbe recato in una gioielleria della città e qui avrebbe comprato due fedine d'argento.
Secondo le accuse, la giovane (dallo scorso mese di dicembre) sarebbe stata sottoposta dal padre e dallo zio a ogni genere di violenza, fisica e psicologica. Dopo minuziose e delicate indagini, gli uomini del commissariato di Olbia avevano eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Cagliari nei loro confronti.
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