Depuratore ad Abbanoa, il passaggio può attendere
Il gestore unico è debitore dell’Unione dei Comuni che si accolla grosse spese Il 16 maggio era saltato l’incontro tra i due enti per sottoscrivere il trasferimento
TEMPIO. La data fatidica del passaggio ad Abbanoa del depuratore di Parapinta e dei sette punti di sollevamento fognario per la depurazione delle acque dall’Unione dei comuni Alta Gallura era stato fissato per il 16 maggio. Ma il trasferimento al gestore unico è slittato, invece di giorno in giorno, e ancora non è stato messo nero su bianco. E dopo nove anni di attesa i motivi dell’ennesimo rinvio non sono stati mai resi noti, né dall’Unione dei Comuni (forse per questioni di opportunità politica, viste le recenti elezioni comunali) né tanto meno da Abbanoa che ha ancora temporeggiato su questo adempimento.
Il debito. Prosegue così una situazione al limite dell’assurdo che dura da quasi un decennio e che vede Abbanoa incassare, senza colpo ferire, le bollette per la depurazione, mentre l’Unione dei Comuni “Alta Gallura” è obbligata per legge a erogare il servizio di depurazione con l’impiego di enormi risorse finanziarie. Abbanoa risulta in questo modo tra i più grossi debitori dell’Unione, con alcuni milioni di euro che si trascinano e aumentano anno dopo anno. Il credito accumulato aveva creato all’Unione dei Comuni Alta Gallura, in diversi momenti della sua attività, problemi di liquidità non indifferenti, più volte denunciati pubblicamente con conferenze stampa e documenti dalla presidenza di turno, affidata semestralmente ad un sindaco del territorio.
Vicini alla soluzione. L’annosa questione era stata presa di petto dal presidente dell’Unione, Francesco Muntoni, sindaco di Aggius, che già dal dicembre 2014 (inizio del suo mandato) l’aveva affrontata con molta determinazione sino ad arrivare all’incontro di Tempio del 26 aprile scorso: alla presenza dei più alti dirigenti di Abbanoa, dei nove sindaci dell’Unione e dell’assessore regionale ai lavori pubblici Paolo Maninchedda, garante d’eccezione e testimone dell’accordo, era stato solennemente stabilito che il passaggio fra i due enti sarebbe avvenuto il 16 maggio.
Nulla di fatto. Ma questo non è avvenuto e sul passaggio sembra essere calata una sorta di cortina fumosa. Questo, nonostante l’Unione dei Comuni abbia provveduto ad effettuare entro i tempi stabiliti quanto ulteriormente richiesto da Abbanoa. Un ingresso personalizzato, diverso cioè dall’ingresso attuale all’impianto, muretti di contenimento, aiuole e fiori all’ingresso e altro ancora. Francesco Muntoni, che dicono impegnatissimo a salvaguardare in questo delicato passaggio i sacrosanti diritti dei lavoratori e dei dipendenti, preferisce non commentare l’accaduto: «Spero che entro questa settimana, massimo entro l’altra – dice con estrema prudenza – quanto pattuito a fine aprile con Abbanoa venga finalmente messo in atto».
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