La Nuova Sardegna

Olbia

Forza Italia va all’attacco: «Il porta a porta è un flop»

di Dario Budroni
Forza Italia va all’attacco: «Il porta a porta è un flop»

Il capogruppo Marco Piro e la differenziata: «Il sistema di raccolta non funziona» La minoranza sollecita un consiglio comunale straordinario per parlare di rifiuti

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OLBIA. Va bene la rivoluzione verde. Ma il suo funzionamento proprio no. Forza Italia adesso chiede la convocazione di un consiglio comunale per discutere del «porta a porta». E nel frattempo il capogruppo Marco Piro comincia a sbandierare il suo atto di accusa: «Siamo fortemente preoccupati per la gestione e per le modifiche apportate al progetto originario. Di fatto la città è meno vivibile». L’esponente della minoranza interviene così sul tema più caldo degli ultimi tempi. Per lui il sistema di raccolta dei rifiuti è una macchina che viaggia troppo lenta e che non tiene conto delle esigenze dei cittadini.

Progetto modificato. Marco Piro, ex assessore all’Ambiente, comincia così: «Con il porta a porta sono ovviamente cambiante le abitudini dei cittadini. Purtroppo però constatiamo la lentezza di reazione della maggioranza, che prima di prendere una decisione e dare risposte attende che il territorio venga sommerso dai rifiuti». Poi afferma: «Ricordiamo che il contratto di appalto originario, aggiudicato già dal 2011, prevedeva una serie di servizi e la realizzazione di infrastrutture e impianti. Purtroppo la giunta, non fidandosi del lavoro svolto, ha affidato a un tecnico esterno un incarico oneroso di revisione del progetto».

Ritiro col contagocce. Una revisione che, secondo Piro, ha provocato non pochi disagi. «Non capiamo la filosofia che ha spinto la giunta a richiedere la riduzione del numero dei passaggi di raccolta, sia per le utenze domestiche che per le non domestiche – dice il capogruppo di Forza Italia -. Per quanto riguarda le abitazioni, il ritiro dell’umido era previsto 3 giorni su 7 per tutto l’anno. Oggi invece 2 volte su 7 e per soli i quattro mesi estivi 3 su 7. Insufficiente anche la frequenza del ritiro della plastica. In origine, il ritiro era previsto tre volte alla settimana, oggi soltanto una volta».

Attività commerciali. «Qui il servizio andrebbe calibrato in base alle esigenze specifiche, sia di produzione del rifiuto che degli spazi a disposizione – continua Marco Piro -. Le attività commerciali oggi sono invece costrette ad accumulare i rifiuti in spazi sicuramente non idonei. Andrebbe garantito, per chi ne fa richiesta, un ritiro di 7 giorni su 7 della frazione maggiormente prodotta. Un esempio: umido e vetro per bar e ristoranti, carta e plastica per i negozi. E non è pensabile che il ritiro del vetro sia programmato negli orari in cui le attività hanno i tavoli occupati dai clienti».

Servizi e controlli. «Anche altri servizi hanno subìto una drastica riduzione. Come lo spazzino di quartiere, il lavaggio delle strade, il diserbo – continua l’esponente di Forza Italia -. Inoltre il progetto originario prevedeva il posizionamento di un cestino ogni 50 metri nelle vie principali. E non dimentichiamo che era prevista la realizzazione di ben sette ecocentri comunali». Poi Marco Piro parla di controlli: «Ancora non è stato redatto un nuovo regolamento che tenga conto del nuovo sistema e che stabilisca le sanzioni. Questo comporta che la fonte normativa sia affidata a una ordinanza sindacale. Vogliamo anche sapere quali siano le forze messe in campo per contrastare gli illeciti ambientali e le discariche abusive in città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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