Impiegati assenteisti accusati di truffa
La Maddalena, rischiano il posto 6 dipendenti comunali che nell’orario di lavoro facevano spese o giocavano al videopoker
LA MADDALENA. La piaga dell’assenteismo è sbarcata anche n ell’isola della Maddalena, dove sei impiegati comunali sono stati, per mesi, pedinati, filmati e infine denunciati alla magistratura per truffa aggravata ai danni del Comune. Gli impiegati timbravano l’ingresso con i badge personali a loro disposizione, quindi si allontanavano dagli uffici, prevalentemente nel fine settimana, per fare le spese al mercato, giocare alle slot machine oppure dedicarsi, durante gli orari di lavoro, alle incombenze casalinghe. Il clamoroso caso di assenteismo emerso ieri vede 2 impiegati sospesi per due mesi dal servizio su disposizione cautelare del gip Vincenzo Cristiano e sottoposti al sequestro preventivo di mille euro, mentre per altri quattro è scattata la denuncia penale che sulla base del “Decreto Brunetta”, potrebbe portare al loro licenziamento in tronco. L’inchiesta prese avvio sei mai fa, quando l’amministrazione comunale informò la Procura che tra il personale dipendente si erano registrati dei casi di assenteismo. L’inchiesta, condotta dal sostituto procuratore della Repubblica Angelo Beccu venne avviata e il personale sottoposto a controlli riservatissimi da parte degli uomini della squadra investigativa dei carabinieri di Olbia, guidati dal tenente Francesco Capula. I militari, nell’arco di sei mesi, sono riusciti ad individuare sei dipendenti che, utilizzando i badge d’ingresso, timbravano anche per i colleghi che, fisicamente, non erano presenti in Comune. La “cortesia” veniva ricambiata in uscita, quando i badge passavano di mano e timbrati dai colleghi che nel frattempo erano rientrati al lavoro. Per documentare come il gruppo di assenteisti – per due dei quali la posizione è apparsa molto grave, tanto da comportare il provvedimento cautelare della sospensione dal servizio e il sequestro penale delle somme illecitamente percepite – impiegassero il loro “tempo libero” è stato necessario pedinarli e filmarli nei loro impegni al di fuori della casa comunale. Due di questi si dedicavano assiduamente ai videogiochi, un altro non trascurava di andare quotidianamente a fare la spesa per la famiglia, mentre gli altri tre indagati (tra i quali una donna) impiegavano il loro tempo, sottratto al lavoro quotidiano, per svolgere compiti familiari. Ieri, durante la conferenza stampa che illustrava l’operazione 1° maggio, il magistrato Angelo Beccu ha tenuto a precisare che «il danno economico e all’immagine della pubblica amministrazione è stata gravemente offuscata da questi comportamenti». Non si esclude che i dipendenti di altri Enti siano sotto la lente della magistratura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
