Esame di maturità per 232 studenti
Domani si parte. In città altissima la percentuale di ammessi: il 95 per cento
TEMPIO. Domani si parte. L’ultimo gradino, il più eccitante, temuto ed importante, è ormai ad un passo. Domani 232 studenti delle scuole superiori della città e dell’Ipia di Calangianus si cimenteranno nella classica prova d’italiano con la quale avrà inizio il loro tanto atteso esame di Stato. Quello di mercoledì sarà il primo impegno di una sequenza di prove che avrà termine solo dopo il colloquio finale. Atto conclusivo di una serie di verifiche che, con i 30 punti a disposizione della commissione, mette il suggello finale all’esame. Con un buon colloquio si possono sistemare tante cose non andate tutte per il verso giusto nelle prove precedenti, e si può anche mettere la classica ciliegina sulla torta se il punteggio dell’orale può servire per arrivare ad un bel voto, accedendo magari alla possibilità del bonus integrativo di 5 punti.
Prima di quel giorno e della prova “liberatoria” si dovranno però percorrere tutti gli altri gradini: il compito d’italiano, lo scritto d’indirizzo, solitamente molto temuto (matematica allo Scientifico, ad esempio) e il test pluridisciplinare con il quale si vorrebbero misurare e valutare le competenze degli studenti in più materie del curriculum. Un auspicio molto incoraggiante è la percentuale degli ammessi all’esame. Questa coincide con la quasi totalità dei candidati interni. Vale a dire il 95%. Se Al “De André” e al “Dettori” tutti sono stati ammessi all’esame, più severi sono stati al “Pes”, dove 7 candidati ragionieri dovranno rifrequentare la quinta.
Tra i 232 ammessi il numero di chi può aspirare a valutazioni molto alte (dal 90 al 100, per intenderci) è consistente. Segno che gli insegnanti che li hanno preparati e i Consigli di classe che li hanno valutati alla fine del regolare anno scolastico credono nelle loro qualità e nella possibilità di un buon esame. Quasi tutti hanno dedicato i giorni della vigilia a un primo ripasso degli argomenti che potrebbero ritrovare nelle prove scritte, ma anche alla compilazione della tesina, la cui importanza viene in sostanza a dipendere dal valore che le attribuisce la commissione d’esame. Quel che è certo è che lo studente ha il diritto di iniziare il colloquio d’esame con l’illustrazione di una sua ricerca. Un’opportunità che non andrebbe mai sprecata. La notte prima degli esami è anche quella che si dedica solitamente al toto-tema.
Sulle tracce della prima prova c’è ovviamente la massima segretezza, ma tanti scommettono sulla possibilità che almeno uno dei titoli chiami in causa la Grande guerra di cui ricorre quest’anno il centenario. Altri si limitano ad augurarsi che le tracce siano, se non così prevedibili, almeno abbordabili e aperte alla creatività dello studente. Tanti punteranno sul saggio breve e un numero maggiore (il dato nazionale è pari al 30%) sceglierà il classico tema d’attualità. I prof più esperti consigliano di non tergiversare troppo sulla scelta e di misurare le energie. E, a proposito di insegnanti, da quest'anno le commissioni risultano costituite anche da docenti che hanno la titolarità in scuole dello stesso distretto di quelle in cui fanno i commissari esterni. Un'anomalia che potrebbe diventare norma.
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