Quando il Duce vietava le poesie
Presentato “Chiese e feste popolari in Sardegna” di don Addis
TEMPIO. Ha avuto il suo meritato battesimo pubblico il libro che don Antonio Addis ha presentato per la prima volta a Tempio. Una prima volta in senso assoluto, visto che “Chiese e feste popolari in Sardegna”, libro edito da Edes, è anche l’opera prima di questo conosciutissimo religioso anglonese che ha trascorso una vita nelle parrocchie della Gallura, facendosi apprezzare per le sue qualità umane e intellettuali. Tutti elementi che Tomaso Panu, Franco Fresi e Manlio Brigaglia hanno fatto rientrare nel suo identikit di scrittore, uomo e intellettuale. Doti che hanno il vescovo, monsignor Sanguinetti, ha richiamato, sottolineando l’importanza di un lavoro per certi aspetti unico. Un altro sacerdote, il parroco della cattedrale, don Antonio Tamponi, che di don Addis è il successore, ha invece rimarcato lo spessore scientifico del lavoro portato a termine per il rigore metodologico che lo caratterizza.
«Si tratta di un’opera – ha dichiarato Manlio Brigaglia – di cui ho seguito la gestazione e che, come ha notato anche Tomaso Panu, assume una certa importanza, perché la ricerca storica si sta sempre meno occupando delle vicende del movimento cattolico». Il libro di don Addis può essere letto anche come un contributo di carattere storico-etnografico alla conoscenza della Sardegna negli anni del fascismo, quando la battaglia per la moralizzazione dei costumi passava anche attraverso la condanna delle gare poetiche in sardo e l’imposizione di forti limitazioni all’azione dei comitati che organizzavano le feste civili a margine delle ricorrenze religiose. (g.pu.)
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