Case confiscate alla criminalità: una villetta di Palau alla Caritas
Il tribunale di Roma cede alla Diocesi anche una residenza estiva di Capo d'Orso sequestrata a Mario Celotto. A Olbia consegnati agli alluvionati altri due appartamenti di Diotallevi
PALAU. Quella villetta realizzata in un residence turistico di Capo d'Orso apparteneva a un ex dirigente della sanità pubblica laziale (Mario Celotto) condannato due volte dalla Corte di appello di Roma per truffa aggravata, peculato, falso ideologico e altro. Ora verrà assegnata alla Caritas diocesana dal tribunale di Roma (sezione Misure di Prevenzione) affinché possa diventare la nuova casa di una famiglia bisognosa.
Il 23 giugno c'è stata la firma di consegna tra l'amministratore giudiziario del tribunale e il vescovo di Tempio Ampurias Sebastiano Sanguinetti. La villetta era stata sequestrata dai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma insieme ad altri beni (per circa 3 miulioni di euro compessivi) il cui possesso da parte della famiglia Celotto era risultato sproporzionato rispetto al reddito dichiarato.
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Negli ultimi mesi, alla Caritas diocesana, erano stati assegnati dal tribunale di Roma altri 7 appartamenti a Olbia: fanno parte del complesso Smeraldo, in via Damiano Chiesa (una traversa di viale aldo Moro) e sono stati confiscati a una società riconducibile al boss Ernesto Diotallevi (Mafia capitale).
Il primo appartamento era stato consegnato a una famiglia alluvionata (padre, madre, un bambino e un altro in arrivo) lo scorso aprile. Di recente ne sono stati dati altri due, sempre a persone che avevano subìto gravissimi danni dal ciclone Cleopatra. "Ma nel giro di poco tempo consegneremo anche il quarto - precisa suor Luigia Leoni, direttrice della Caritas - e via via gli altri".
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