Giunta Ragnedda: indennità e gettoni, si punta sul risparmio
Arzachena, il sindaco: «Anche con un assessore in più l’esborso è inferiore a quello fissato da chi mi ha preceduto»
ARZACHENA. Smorza la polemica innescata dalle opposizioni sui costi della politica, dopo il passaggio da 4 a 5 del numero degli assessori. «Anche con un assessore in più gli emolumenti sono inferiori a quelli delle amministrazioni precedenti – dichiara il sindaco Alberto Ragnedda -. Inoltre si registrano risparmi anche sulle spese di rappresentanza, oggi la cifra si aggira sui 10 mila euro annui contro i 30 mila del 2008-2009. Inoltre è la prima volta che gli amministratori per i viaggi ufficiali utilizzano le proprie auto. Rottamata quella vecchia di servizio non ho voluto acquistarne un’altra». Numeri alla mano, il primo cittadino fa un'ulteriore precisazione. «Con gli assessori abbiamo rinunciato per i primi sei mesi alle indennità, nonostante siano riconosciute per legge – afferma –. Abbiamo lasciato una bella somma nel bilancio generale dell'Ente, che poi è stata utilizzata per completare il parco di Tanca di lu Palu». Illustra poi i costi lordi della politica. «La matematica non è un'opinione. I numeri attestano che c'è un risparmio rispetto al passato. Da 3 anni ci sono 5 assessori (4 sino a 6 mesi fa) rispetto ai 7 del 2003 e del 2006. In quegli anni prendevano 1800 e 1600 euro. Nel 2013 la cifra è scesa a 1300. Da sindaco percepisco in media 2800 euro lordi, 2 mila netti. Chi era al mio posto nel 2006 portava a casa quasi 3500 euro e 3900 nel 2003». Ragnedda ricorda infine che allora prendeva emolumenti (circa 400 euro) anche il presidente del Consiglio, ruolo oggi ricoperto dal sindaco. «Anche le indennità per il vice sindaco erano più alte: dai circa 2 mila euro nel 2003-2006 si è passati a 1500». Dalla data di insediamento della prima giunta Ragnedda si deve ricordare che l'ex vice sindaco Maria Giagoni ricopriva l'incarico a costo zero. «Le dichiarazioni delle minoranze sono inesatte – conclude –. Non è vero che questa è la giunta con il più alto numero di assessori e che porta a casa più stipendi. È un maldestro tentativo di fare populismo. Quando la politica del Comune costava molto di più i gruppi politici che oggi lamentano i costi non hanno mai detto nulla».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
