La Nuova Sardegna

Olbia

Tassa di soggiorno, il Comune va avanti

di Serena Lullia
Tassa di soggiorno, il Comune va avanti

Accesa discussione, interviene anche la polizia locale. Il provvedimento tornerà in aula per il voto fra una settimana

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OLBIA. La tassa sulle vacanze fa un esordio con scintille in aula. Gli imprenditori turistici chiedono al presidente del Consiglio, Vanni Sanna di discutere subito la delibera, scivolata al 16esimo punto all’ordine del giorno. Una richiesta sostenuta anche dall'opposizione. Ma è subito bagarre. Di fronte al rifiuto di Sanna Dal pubblico partono parole colorite. Nell'aula risuona anche un «siete ridicoli». Il presidente chiede alla polizia locale di intervenire. Gli operatori vanno via, sono già fuori dalla porta quando vengono convinti a rientrare. La minoranza gioca la carta del regolamento e chiede una inversione dell'ordine del giorno. Le anime della maggioranza sono in disaccordo. Il consigliere del Pd1, Gianni Ricciu annuncia che non voterà l'inversione. Il capogruppo Pd2, Giorgio Spano la pensa in modo apposto. La soluzione di compromesso arriva nella riunione dei capigruppo. Prima il voto su tre debiti di bilancio, poi la discussione sull’imposta. Il dibattito è aperto. Sarà una discussione senza il voto finale. Che però è solo rimandato al consiglio comunale di mercoledì o giovedì prossimi.

Lo spettro della Tasi. L’assessore al Bilancio Ninni Chessa affronta con serenità l’aula e le voci di protesta degli operatori. «Sapete chi si è accorto che Olbia è una città turistica? Lo Stato, che prende a piene mani dal nostro bilancio – afferma –. Negli ultimi quattro anni ha perso 18milioni di euro. Siamo passati da più 15 milioni a meno 3. Qualche anno fa è anche nato un fondo comunale per ridistribuire risorse alle città che hanno un aeroporto. La ricaduta su Olbia a fronte di circa 15milioni di euro incassati sui biglietti aerei è 40mila euro. Di fronte a questi numeri non abbiamo molte alternative. Io non me la sento di gravare sulle tasche di quei cittadini di cui siamo espressione diretta e applicare la Tasi». Sulla stessa posizione di Chessa la presidente della commissione Bilancio, Tiziana Oggiano. «Capisco le reazioni che questa scelta ha generato – commenta –. Ma la situazione in cui si trova il bilancio non ci permette di fare altre scelte. Siamo una città che offre servizi turistici, eventi, sicurezza, decoro urbano. Garantire tutto questo ha un costo. L’imposta di soggiorno peserà qualche euro sulle tasche dei vacanzieri. La Tasi peserebbe 150-180 euro sui cittadini. Non possiamo chiedere questo ulteriore sacrificio».

No dell’opposizione. Contrario Pietro Carzedda, Forza Italia. «Una tassa introdotta senza coordinamento, senza condivisione, senza alcuna pianificazione, la cui imposizione non può essere giustificata dalla presenza di un buco di bilancio di 1milione 600mila euro. Che è destinato ad aumentare il prossimo anno».

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