La Nuova Sardegna

Olbia

Scanu: vogliono cancellare la Gallura

di Alessandro Pirina
Scanu: vogliono cancellare la Gallura

Il deputato Pd contro il ritorno sotto Sassari: «Meglio la provincia tirrenica con Nuoro e Ogliastra. Tempio? Spero ci stia»

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OLBIA. Scanu dichiara guerra a Cagliari e chiama la Gallura alle armi. Riforma degli enti locali, sanità, trasporti, non c'è tema che non veda il deputato dem contrapposto alla Regione, targata anch'essa Pd. Un attacco a 360 gradi che il parlamentare ha voluto fare alla presenza del mondo del lavoro gallurese. Sindacati, associazioni datoriali, cooperative che da tempo hanno dato vita a un tavolo per cercare le tante risposte attese da un territorio rimasto senza guida. Ed è stata infatti proprio la riforma degli enti locali, il ritorno alla ripartizione dell'isola tra le 4 province storiche, la goccia che ha fatto traboccare Gian Piero Scanu.

Disegno contro Olbia. «Stiamo vivendo un'inaudita aggressione di tipo politico e democratico – tuona il deputato –. Non era mai successo che una compagine regionale, costituita da Giunta e Consiglio, mettesse in atto un simile disegno di emarginazione ai danni di Olbia. Sono scomparsi tutti gli uffici pubblici e la Regione non ha mosso un dito. Eppure questa è la città che cresce più di tutte, una realtà con porto e aeroporto che non è seconda a nessuno. E cosa succede? Loro rimettono in piedi le 4 province storiche e noi dovremmo ritornare sotto Sassari. Una soluzione sfacciata e illegittima che precorre un cagliaricentrismo esasperato col capoluogo come unico magnete dell'isola che attrae tutto e lascia giusto qualcosa a Sassari».

Pigliaru sotto accusa. Uno scenario, quello prefigurato da Scanu, in cui alla Gallura non rimarrebbero neanche le briciole. Tutto il contrario, sostiene lui, da quanto sbandierato un anno fa da Pigliaru in campagna elettorale. «Il suo programma parlava di crescita integrata della Sardegna. Invece, oggi abbiamo solo un'area metropolitana di Cagliari controllata dai soliti centri di potere di stampo sudista».

Olbia guarda a sud. Il deputato dem, dunque, per liberarsi dal giogo cagliaritano (e sassarese) rispolvera la provincia tirrenica che attraversa Gallura, Nuorese e Ogliastra. «In questo modo al nord avremmo due centri di sviluppo. Sarebbe l'unica soluzione per rispondere ai soloni di Cagliari di entrambi gli schieramenti che si sono dimenticati di questa parte di Sardegna. È arrivato il momento di dire basta».

Le due Gallure. Nell'area tirrenica immaginata da Scanu c'è spazio anche per l'alta Gallura, da tempo in rotta di collisione con Olbia, anche se per la prima volta non è esclusa l'ipotesi di un divorzio. «Noi abbiamo il dovere di parlare fino all'ultimo momento di Gallura unita. Se poi sciaguratamente accadrà che alcuni centri optino per altre soluzioni saremo costretti a prenderne atto».

Piano di rinascita. In questo scenario Scanu vede un secondo Piano di rinascita che avrebbe il suo fulcro nel Mater Olbia. Ma anche su questo tema la Regione non remerebbe dalla stessa parte della Gallura. «Vedo tanta ipocrisia: da un lato a Cagliari dicono che il Mater determinerebbe una emancipazione della comunità, dall’altro vogliono toglierci la Asl. E lo stesso discorso vale per i trasporti. La questione Meridiana, che non può prescindere dallo sviluppo del Mater, va a rilento. E anche l’ultima barzelletta delle navette-taxi è una mancanza di rispetto verso tutti i sardi».

L’appello. «Il livello di sfrontatezza – conclude Scanu – è tale da porre un problema di reazione che passi attraverso tutta la politica, che mi auguro di vedere unita, le forze sindacali e la società civile. Noi dobbiamo essere locomotori e non vagoni trainati da altri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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