Sindaco in moschea, è polemica sul web contro i “salviniani”
Fa discutere la visita nel tempio islamico di via Tavolara Ivana Russu: «Sono cittadini che vivono qui da 30 anni»
OLBIA. Critiche, applausi e troppi insulti razzisti. La visita del sindaco alla moschea ha suscitato vari di tipi di reazioni, ma non l’indifferenza. Un dibattito acceso che ha coinvolto il popolo di Facebook per l’intera giornata. Un incontro-scontro virtuale, sulla pagina di “L’altra Olbia”, tra chi invocava la ruspa tanto cara a Salvini e chi sottolineava l’inserimento della comunità islamica in città da ormai alcuni decenni. Tra chi insultava Gianni Giovannelli perché schierato con «loro e non noi» e chi invece ne apprezzava l’importante gesto, soprattutto in un momento in cui certi rigurgiti razzisti si sono impadroniti della città dell’accoglienza. Nel mirino degli anti immigrati è finita anche l’assessore Ivana Russu, da alcuni ribattezzata la “Boldrini olbiese”, perché è entrata all’interno della moschea di via Tavolara scalza e con il velo. Lei, la Russu, non si è persa d’animo e ha risposto alle critiche che le sono state mosse. Una per una.
«Per me entrare in moschea è come entrare in chiesa – ha scritto nella sua doppia veste di assessore all’Integrazione e alla sicurezza –, nutro lo stesso rispetto per ogni tipo di religione, lo nutro inoltre per ogni uomo senza distinzione di sesso o religione. Mi incontro spesso con l'amato vescovo e non vedo nulla di male nell'incontrare un altro capo spirituale. Chi ammazza in nome di Dio è solo un assassino. In merito al resto, mi pare che la polizia locale in questi anni non abbia fatto sconti a nessuno, controlli sulle spiagge con annesso sequestro merce, sgomberi al campo nomadi, controlli nelle abitazioni e denuncia dei proprietari che affittano appartamenti a 15 persone. Le regole sono regole e queste iniziative non erano mai state fatte prima del 2011».
«Non comprendo cosa vi sia di strano se un sindaco e un assessore accolgono l'invito istituzionale dell'Imam – ha aggiunto –. Solo attraverso il dialogo, il confronto, la conoscenza, il rispetto reciproco si può creare una società migliore. Il rispetto delle regole e del vivere civilmente è stato evidenziato anche dal sindaco che ha fatto in realtà un discorso molto duro. Ma non si può non dialogare con una comunità presente nel nostro territorio dagli anni Ottanta. Molti di loro oggi hanno la cittadinanza italiana, i loro figli sono nati qui e vanno a scuola con i vostri. Tra di loro senegalesi, marocchini, pakistani. Io credo sia doveroso dialogare con queste comunità e farlo in luoghi istituzionali o religiosi, non è facendo finta che non esistano, ghettizzandoli o isolandoli che otterrai rispetto». La visita di Gianni Giovannelli alla moschea di via Tavolara, la prima ufficiale di un sindaco di Olbia in un tempio islamico, è stata voluta proprio dalla comunità musulmana, e in particolare dall’Imam Haamadi Maalaui. (al.pi.)
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