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Olbia

Due incendi, scatta l’emergenza in città

Due incendi, scatta l’emergenza in città

Le fiamme si sono sviluppate a Venafiorita e vicino all’ospedale. Per spegnerle ci sono voluti due Canadair e tre elicotteri

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OLBIA. Oltre 40 ettari il pascolo ridotto in cenere, l’intera flotta aerea della Protezione civile e tutte le squadre a terra disponibili impegnate a spegnere le fiamme: è il bilancio, piuttosto pesante, del primo grande incendio in Gallura. Non si esclude la natura dolosa, ma le indagini sono ancora in corso.

Il rogo è scoppiato nella tarda mattinata di ieri tra Olbia e Loiri Porto San Paolo, nei pressi dell'aeroporto militare Venafiorita. Spinte dalle raffiche di Levante a 25 chilometri all’ora, le fiamme hanno bruciato la campagna di Sa Corroncedda. Tanta paura, ma nessun particolare problema alla viabilità né al vicino aeroporto civile Costa Smeralda. Al sicuro anche le aziende agricole della zona. Per alcune ore, però, si è temuto il peggio, soprattutto quando un secondo incendio si è sviluppato dall’altra parte della città, nella zona di Tannaule dove si trova il nuovo ospedale civile Giovanni Paolo II. Anche in questo caso il pronto e massiccio intervento delle squadre antincendio ha evitato che la città fosse completante circondata dal fuoco. Un’immagine inquietante e, purtroppo, già conosciuta ahgli olbiesi, abituati a vedere i Canadair sopra i tetti delle case. Una situazione e uno spiegamento di forze da incendio boschivo, mentre invece siamo nella periferia cittadina.

Per vigili del fuoco, corpo forestale e protezione civile con ogni probabilità è stato il primo importante test in Gallura. Determinante, come sempre, l’apporto della flotta aerea di stanza al Costa Smeralda, cioè a due passi. In volo due Canadaie e tre elicotteri antincendio. In pratica, l’incendio ha mobilitato tutte le forze disponibili. Proprio grazie all’apporto degli aerei le fiamme sono state prima limitate e poi spente mentre le forze a terra hanno tenuto sotto controllo la situazione. In serata nella zona devastata dal rogo erano ancora in corso le operazioni di bonifica. Soltanto oggi si potrà conoscere l’entità dei danni subiti, ma già una prima sommaria stima riferisce di oltre 40 ettari di terreno adibito a pascolo bruciati. Ancora in corso anche gli accertamenti e le indagini per accertare, come è probabile, la natura dolosa dell’incendio. (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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