La Nuova Sardegna

Olbia

Golfo di Olbia, il caldo tropicale uccide le cozze

Marco Bittau
Un filare di cozze
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Un filare di cozze

I produttori hanno dovuto trasferire i filari alle Saline, ma la capitaneria li ha sequestrati. La battaglia si sposta in tribunale

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OLBIA. Allarme rosso nel golfo di Olbia: il caldo tropicale sta uccidendo le cozze e i produttori rischiano il ko proprio nel bel mezzo della stagione turistica. Come accade puntualmente a ogni estate torrida, i mitilicoltori per sfuggire alla temperatura proibitiva dell’acqua all’interno del golfo (28 gradi) hanno trasferito i filari appena fuori, davanti al Lido del Sole, a Punta Saline, in uno specchio di mare chiamato Su Calvone. Lì la temperatura è più fredda, ma lo specchio d’acqua non rientra tra quelli ricompresi nel bando di affidamento in concessione. Così la Capitaneria di porto, rompendo una tradizione decennale, nei giorni scorsi ha sequestrato tutte le cozze “fuori sede” seminando il panico tra gli stabulari. Complessivamente, il sequestro riguarda ben 17 ettari di filari, ma più in generale, il comparto della mitilicoltura rischia un colpo da ko con 10 mila quintali di cozze a rischio per un valore di 3 milioni di euro.


I mitilicoltori olbiesi, assistiti dall’avvocato Giommaria Uggias, hanno immediatamente depositato un ricorso d’urgenza contro il provvedimento di sequestro. L’udienza è fissata per la prossima settimana, giovedì. Intanto, ieri mattina il presidente del Consorzio molluschicoltori olbiesi, Mauro Monaco, si è precipitato a Cagliari, negli uffici dell’assessorato regionale all’Agricoltura, per studiare una possibile soluzione. Il consorzio, aggiudicatario unico della concessione, in virtù della situazione di emergenza ha chiesto alla Regione di poter occupare anticipatamente un’area che rientra nel bando. Da parte dell’assessorato c’è grande disponibilità, ma la burocrazia è una brutta bestia: occorre una conferenza di servizi che sarà convocata al più presto. Per le cozze in ebollizione il “presto” rischia però di non bastare. Per salvarle serve una corsa contro il tempo.


«Consapevoli di dover trasferire d’urgenza la maggior parte della produzione per sfuggire alla temperatura proibitiva dell’acqua nella parte interna del golfo – spiega l’avvocato Giommaria Uggias – i mitilicoltori avevano chiesto allla Regione di essere autorizzati a occupare temporaneamente per due mesi l’area davanti al Lido del Sole, solo in attesa di un miglioramento delle condizioni meteo. Ora siamo in piena emergenza e il dissequestro dei filari diventa una questione vitale per le aziende».


Grande preoccupazione nel Consorzio molluschicoltori di Olbia, che pure all’incontro in Regione ieri mattina ha spuntato un primo importante risultato. «Stiamo facendo di tutto per risolvere la situazione di emergenza – dice il presidente Mauro Monaco – pur non avendo ancora un titolo formale per operare in prima persona, stiamo mediando tra gli operatori, la Capitaneria di porto e l’assessorato regionale che sta mostrando sensibilità e attenzione Per le aziende il rischio è grande: perdere tutto il prodotto oppure salvarlo ma non poterlo commercializzare. Ci stiamo muovendo su due campi: quello amministrativo con la conferenza di servizi per ottenere l’”anticipata occupazione” e quello giudiziario per ottenere il dissequestro dei filari. Soprattutto il provvedimento del tribunale, la prossima settimana, a questo punto diventa fondamentale».

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