La Nuova Sardegna

Olbia

Nove Comuni in piazza contro il piano sanitario

di Angelo Mavuli
Nove Comuni in piazza contro il piano sanitario

Mercoledì riunione plenaria dei Consigli che fanno parte dell’Unione alta Gallura Durissimo documento di Tempio Libera: «Tagli durissimi, dobbiamo ribellarci»

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TEMPIO. La riunione plenaria a Tempio dei nove consigli comunali dell’Unione dei Comuni Alta Gallura, cui potrebbero aggiungersi anche Trinità e Sant’Antonio, e un documento di Tempio Libera gruppo di minoranza tempiese a firma del capogruppo Antonio Balata che respinge in toto il piano sanitario regionale, sono le novità più importanti di ieri in una città profondamente scossa e impaurita “da un piano regionale che nega a tutti - è stato detto da qualche sindaco, ieri, durante la riunione dei sindaci all’Unione dei Comuni - non solo il diritto alla sanità ma anche il diritto di nascere».

Consigli comunali in piazza. La riunione dei consigli comunali, fissata per le 18 di mercoledì prossimo, su richiesta di Biancareddu,si terrà in piazza Gallura. Sarà in un primo momento, una seduta formale, che verrà poi trasformata in seduta informale per dare la parola ai rappresentanti di associazioni e cittadini. I tempi saranno logicamente contingentati per tutti, sindaci e consiglieri comunali compresi, in modo tale che una volta tornata seduta formale, l’assemblea civica, possa, con tutti i crismi, assumere le opportune deliberazioni. Prima fra tutte il ricorso al Tar di ogni singolo comune.

Piano penalizzante. Duro, chiaro e privo di fronzoli il comunicato di Tempio Libera, primo movimento politico a Tempio (oltre gli immediati pareri già espressi dalle forze di maggioranza) a intervenire sul tema. «Il gruppo - si legge -, ritiene che il piano approvato dalla giunta regionale sia fortemente penalizzante per tutto il territorio gallurese e in particolare per l’ospedale di Tempio. Appare evidente che è stato costruito tenendo conto più della rappresentatività dei singoli territori all’interno del Consiglio, che sulle necessità sanitarie reali dei cittadini. Sembra di capire che Tempio e l’alta Gallura contino davvero poco».

Deroghe con figli e figliastri. «Per alcuni territori - così come dice Tempio Libera - sono state applicate ampie deroghe alla normativa, mentre per l’alta Gallura e per il Paolo Dettori non vi è nessuna deroga e gli interventi sono stati applicati con l’accetta, giungendo ad eliminare la quasi totalità delle strutture complesse. Eclatante la chiusura del punto nascita, (penalizzato nell’ultimo anno dall’assenza del servizio di parto analgesia),a fronte del salvataggio, con le motivazioni più variegate, di altri punti nascita che hanno sempre registrato meno parti del Dettori».

Piano da rielaborare. Il comunicato di Tempio Libera si chiude con un appello a tutte le forze politiche perché si adoperino affinché il Piano venga rielaborato «tenendo conto delle particolarità del territorio gallurese a cominciare dalla inadeguatezza della viabilità, fattore fortemente limitante per l’accesso alla strutture sanitarie».

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