Rifiutano ogni aiuto, le lucciole denunciate decidono di andar via
Il blitz a Olbiamare, diventato un quartiere a luci rosse I proprietari delle case sigillate: «Noi all’oscuro di tutto»
OLBIA. Hanno rifiutato l’assistenza dei servizi sociali: alcune di loro hanno deciso di rientrare nei paesi d’origine, altre hanno detto che si arrangeranno da sole.
Le sei prostitute straniere denunciate dalla polizia locale nel quartiere di Olbiamare per disturbo alla quiete e al riposo delle persone, incassano il colpo per nulla inaspettato e decidono di andare avanti per la loro strada senza l’aiuto del Comune. Consapevoli, appunto, che il giro creato in via Eugenio Montale sarebbe stato prima o poi scoperto e bloccato.
Gli abitanti del rione (attraverso gli amministratori dei condomìni) avevano infatti presentato esposti contro di loro. Perché accoglievano i clienti a casa facendo sesso ad alto volume e perché erano all’ordine del giorno i litigi per le scale o sui marciapiedi e le trattative rumorose sotto le finestre. Una situazione non più sostenibile, insomma, della quale si sono occupati in questi due mesi gli agenti guidati da Gianni Serra con una serie di appostamenti e controlli. Sino all’altro ieri, quando una numerosa squadra della polizia locale si è presentata davanti agli appartamenti delle lucciole (ben 4, tutti in via Montale, a pochi passi dal porto turistico di Sa Marinedda) facendo scattare i sigilli. Un sequestro preventivo deciso dal pm ma, entro oggi, si saprà se il gip convaliderà o meno.
I proprietari degli appartamenti(due bolognesi e due romani) sono stati sentiti dagli investigatori della polizia municipale, ma hanno tutti confermato di essere all’oscuro dell’attività che le donne svolgevano tra le mura date in affitto.
Un’attività a luci rosse che il quartiere di Olbimare non riusciva più a sopportare. E così aveva sollecitato, lo scorso giugno, l’intervento degli amministratori di due grossi condomìni (uno di 200, l’altro di 150 appartamenti) per porre fine a questa situazione. E’ stato in quel momento che la polizia locale (sollecitata anche dal sindaco Gianni Giovannelli) si è mobilitata. Una volta raccolti tutti gli elementi, martedì mattina alle 6 è scattato il blitz. Gli agenti hanno bussato alle porte di quattro appartamenti di via Montale. I primi 2 nel lotto “B2” dove abitavano una cinese (al numero 4) e due romene (secondo piano, interno 30). Poi tappa poco più avanti, nella stessa via, agli interni 10 e 11 del numero civico 35 dove alloggiavano un’altra cinese e due sudamericane. Nessuna ha opposto resistenza (il loro comportamento era quello di chi si aspetta di essere smascherato): il tempo di prendere un paio di cose da mettere in valigia e poi tutte fuori, per essere accompagnate al comando della polizia locale. Quindi il sequestro preventivo dei quattro appartamenti, in attesa della decisione del gip.
Non è la prima volta che in quel quartiere (e sempre nella stessa via) scattano operazioni anti-prostituzione. Anche due anni fa la polizia municipale era intervenuta per bloccare un altro giro, dopo decine di segnalazioni. E anche in quel caso erano stati sequestrati tre appartamenti e denunciate sei lucciole. (s.p.)
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