Spano: riforma sanitaria, basta litigare sui posti letto
Il segretario generale della Cgil: «Si deve lottare per un’assistenza di qualità E poi basta con le divisioni, la Gallura è una e deve ricominciare a dialogare»
OLBIA. «Una riforma sanitaria migliorabile, ma decisamente coraggiosa».
Fabio Spano, segretario generale della Cgil gallurese, si inserisce nell’infuocato dibattito sul futuro della sanità e dice la sua. E poi aggiunge anche che la «linea dell’intero direttivo del sindacato è a favore del Mater Olbia».
Non fa riferimenti alle affermazioni fatte nei giorni scorsi da altri rappresentanti del suo sindacato (che avevano espresso parere nettamente contrario alla riforma della Regione) e non sembra intenzionato a fare polemiche. Quindi, va diritto al punto: «Basta focalizzare l’azione di protesta sulla soppressione di posti letto, semmai concentriamo le forze per ottenere un’assistenza più qualificata e più rapida. Non solo: sarà fondamentale riuscire ad avere un sistema di servizi sanitari quanto più possibile capillari nel territorio, come il modello delle case della salute dell’Emilia Romagna. Semmai, le battaglie, bisogna farle per ottenere un sistema di infrastrutture e di trasporti adeguato, perché anche questo agevolerebbe i percorsi e i movimenti dei pazienti. E poi si deve lottare affinché gli edifici subiscano interventi di ammodernamento, e qui mi riferisco soprattutto agli ospedali di Tempio e La Maddalena».
Spano, poi, lancia un appello alla Gallura. «Basta con le divisioni e basta parlare di bassa o alta Gallura: la Gallura è una sola e deve restare unita. Esistono esperienze positive in tutti i territori di questa fetta di Sardegna ed è per questo che bisogna compattarci, rafforzarci e valorizzarci. Così facendo stiamo solo dando forza a Sassari e Cagliari e, di conseguenza, ci autoindeboliamo. Insomma: riprendiamo il dialogo, mettiamo da parte le appartenenze politiche, ed evitiamo di stare in perenne campagna elettorale. Il che vuol dire che dobbiamo lavorare tutti per il motivo per il quale siamo stati eletti. Negli anni - chiude il numero uno dellaa Cgil - ho raggiunto la convinzione (che credo non possa essere smenttita) che più Cagliari e Sassari si accaniscono contro di noi e più abbiamo certezze delle nostre grandi potenzialità. Un esempio lampante è la realizzazione del Mater che, come tutti sanno, non è un semplice ospedale. Non si può mettere in discussione la realizzazione di quest’opera per la quale ci sono politici che, nell’interesse di tutta la Gallura, hanno lottato per 30 anni. E poi: basta definire il Mater Olbia come un ospedale privato. La soglia di questa struttura potrà essere varcata da qualsiasi cittadino, a prescindere da quelle che sono le sue disponibilità economiche». (s.p.)
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