Fois: «La Gallura chiede pari dignità»
OLBIA. Non ci stanno a passare per quelli che vogliono la Gallura autonoma a ogni costo, ma neanche per quelli pronti ad accettare annessioni ad altri territori decise dall’alto. Per questo motivo il...
OLBIA. Non ci stanno a passare per quelli che vogliono la Gallura autonoma a ogni costo, ma neanche per quelli pronti ad accettare annessioni ad altri territori decise dall’alto. Per questo motivo il Tag, ovvero il tavolo delle associazioni della Gallura, vuole portare avanti la sua battaglia per un riordino degli assetti territoriali che tenga conto non solo dell’oggi, ma soprattutto del domani. «Quando si programma sul futuro di un territorio, anche dal punto di vista amministrativo – afferma il portavoce Benedetto Fois – non si deve guardare la situazione così come è ora, ma pensare a come quel territorio sarà nei prossimi decenni». Dunque, per tutte le associazioni (Cna, Confcommercio, Agci Gallura, Confapi, Confartigianato, Confagricoltura, Cgil, Cisl e Uil) la pianificazione amministrativa deve concentrarsi sulle dinamiche in evoluzione che «come sono i flussi migratori, cioè ingovernabili per decreto, ci rivelano tendenze riscontrabili di cui è bene tener conto, sapendo che nessuna legge può costringerle verso una direzione predefinita. Bisogna considerare l'evoluzione negli ultimi decenni della popolazione stabilmente inserita nel territorio, le nascite, la dinamica delle imprese, l'esistenza di infrastrutture strategiche nei trasporti, la presenza di investimenti di notevole portata, insomma un ragionamento proiettato nel futuro, non fossilizzato nel presente se non addirittura orientato al passato».
«Non si può pensare alla Gallura come appendice di altri territori – conclude Fois –, non è campanilismo, ma la constatazione che questo territorio ha una sua specificità che va assecondata, non mortificata, perché è utile a tutta l'sola. Non vogliamo indossare la maglia dell'individualismo, ma nemmeno far scegliere ad altri la maglia da indossare, quindi giusto equilibrio e adeguata rappresentatività, pari dignità insomma, altrimenti la reazione del territorio non sarà tanto morbida». (al.pi.)
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