Capitaneria, super lavoro aumentano yacht e multe
Primo bilancio del comando del nord Sardegna sull’operazione “Mare sicuro” In trincea anche nella lotta contro i pirati della raccolta differenziata dei rifiuti
OLBIA. Scendono dalla barca, si guardano attorno, poi lasciano la spazzatura direttamente lì, sulla banchina del molo Brin. E qualche volta ci si mettono pure passanti ed esercenti della zona. Tra i tanti compiti degli uomini della capitaneria di porto, adesso, si aggiunge quello della lotta agli incivili della differenziata. Da quando sono spariti i cassonetti, infatti, il molo Brin si ritrova spesso ricoperto di rifiuti. «I diportisti devono capire che tutto questo è vietato e punito dalla legge – dice Pietro Preziosi, comandante della direzione marittima del nord Sardegna e della capitaneria di porto di Olbia -. Esiste una ditta che si occupa di ritirare la spazzatura dei diportisti. Basta telefonare e gli operatori arrivano. Sarà tolleranza zero, piazzeremo delle telecamere». Preziosi ha parlato dell’inciviltà ieri mattina, mentre esponeva i dati sull’operazione «Mare sicuro». E cioè la grande attività di vigilanza cominciata il 22 giugno e che terminerà il 13 settembre.
Vigilanza totale. «Mare sicuro» riguarda una vasta gamma di attività, dal soccorso in mare ai controlli sulla filiera della pesca. La direzione marittima ha messo in campo un grosso dispiegamento di forze, con mezzi ed equipaggi dislocati in particolare negli angoli di costa più frequentati. Per quanto riguarda la giurisdizione della capitaneria di Olbia, fino a ieri sono stati svolti più di 1.600 controlli su pesca, diporto, ambiente e demanio. Poi ci sono i soccorsi: 32 quelli totali, 40 le persone e 6 le unità navali soccorse. 5 invece le persone decedute, in particolare per malori. Sono in tutto 80 gli illeciti rilevati dagli uomini della capitaneria in ogni settore. «Gli interventi sono in aumento. Questo perché c’è più movimento, anche tra i diportisti» spiega Vittorio Aloi, capo del reparto operativo.
Ombrellone selvaggio. Sono tante le persone che prenotano un pezzo di spiaggia piazzandoci un ombrellone. Mercoledì e ieri mattina le ultime due operazioni, con tanto di sequestro degli ombrelloni. «All’alba siamo intervenuti a Cala Girgolu e Pittulongu – spiega il comandante Pietro Preziosi -. Questa è una attività che ci sta impegnando molto, perché si tratta di assicurare la fruibilità della spiaggia a tutti».
Nacchere come souvenir. Ancora un caso di «furto» di nacchere, cioè la protettissima Pinna nobilis. L’ultimo pochi giorni fa a Golfo Aranci. «Le avevano messe dentro un secchiello. Spesso non è dolo, ma semplice ignoranza. Perché alcuni non sanno che si tratta di una specie protetta e che si va incontro a una denuncia, come accaduto in questo caso» spiega Daniele Curci, capo ufficio circondariale di Golfo Aranci.
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