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Olbia

Per 20 anni solo cavalli e asini

La vicenda del terreno di Tanca Lissia è lunga e complicata. Tutto è cominciato nella seconda metà degli anni Ottanta, quando la famiglia Marzano vendette tre ettari di terreno alla società Cescana,...

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La vicenda del terreno di Tanca Lissia è lunga e complicata. Tutto è cominciato nella seconda metà degli anni Ottanta, quando la famiglia Marzano vendette tre ettari di terreno alla società Cescana, nell’orbita della Fondazione Monte Tabor, che forse già allora aveva intenzione di destinarli ai parcheggi per il San Raffaele. Però il tramonto della stella di Don Luigi Verzè, il fallimento della fondazione e l’accantonamento dell’ospedale-cantiere alle porte di Olbia avevano fatto cadere nel dimenticatoio per più di 20 anni quell'area. Sino al 2006 quando la stessa società la Cescana l'aveva ceduta a titolo gratuito al Comune, che solo nel 2011 se ne appropriò. O meglio ci provò, perché nel frattempo sulla scena aveva fatto irruzione Alfio Deiana, che per vent'anni aveva tenuto il suo bestiame (cavalli e asini), in quel terreno. Deiana, carta bollata alla mano, aveva esercitato un'azione possessoria e il tribunale di Tempio gli aveva persino dato ragione. Così era stato riammesso nel possesso nel terreno conteso, ma a luglio scorso la nuova doccia fredda: un'ordinanza del Comune, ritenenuta necessaria e urgente la disponibilità dell'area, aveva intimato a Deiana di lasciare il terreno. Il resto è cronaca dei giorni scorsi: la resistenza opposta da Deiana alla polizia locale, il sequestro del terreno e l’iscrizione nel registro degli indagati per violenza ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

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