La Nuova Sardegna

Olbia

Nuotatore travolto da un acquascooter

di Guido Piga
Nuotatore travolto da un acquascooter

Incidente nel golfo di Cala di Volpe: gravissimo uno svizzero. L’investitrice è un’inglese, accanto a lei un amico di Cagliari

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INVIATO A PORTO CERVO. Un’estate col pienone. Molti maxi-yacht, molte barche, molti gommoni, molti acquascooter. Il golfo di Cala di Volpe era (e, in parte, è) invaso. Ieri alle 11,30 è successo quello che molti temevano: un incidente. Una moto d’acqua, condotta da una turista inglese di 30 anni, ha colpito uno svizzero di 39 anni, che nuotava, con la maschera, a poca distanza dalla sua barca, ormeggiata nello spazio acqueo davanti alla spiaggia della Celvia.

Lo svizzero, Giovanni Riccotti, residente a Montecarlo, ha perso conoscenza ed è rimasto sott’acqua per un po’ di tempo (non si sa quanto). È stata la moglie a dare l’allarme. Soccorso da un altro yacht, Riccotti è stato portato nelle banchine del Cala di Volpe: l’hanno curato i medici del 118 che, dopo averlo intubato, con la scorta di due macchine dei carabinieri, l’hanno accompagnato in ambulanza all’ospedale di Olbia. È ricoverato in rianimazione, in prognosi riservata: il bollettino medico parla di un trauma cranico e di un principio d’annegamento.

L’investitrice inglese - accompagnata nell’escursione da un amico, un cagliaritano di 35 anni che guidava un altro acquascooter - era uscita dallo yacht Bliss, un charter battente bandiera maltese, e sostiene di non essersi resa conto di aver colpito Riccotti. Ai militari della guardia costiera di Porto Cervo, che dipende da Golfo Aranci, la ragazza (di cui non sono state fornite le generalità) ha raccontato di aver sentito un colpo, ma di aver pensato a un’onda anomala. «Mi sono guardata intorno e non ho visto niente, quindi ho proseguito il mio giro» ha spiegato.

Secondo la sua versione, non sarebbe dunque scappata. Non ci sarebbe omissione di soccorso: infatti, al momento, non è indagata.

La moglie del turista svizzero, invece, ha raccontato di aver visto gli acquascooter avvicinarsi alla loro barca. Avrebbe chiesto ai due di stare attenti, “perché ci sono delle persone in mare”. Tra cui il marito, impegnato in una nuotata con la maschera.

Non si sa se in quel momento l’impatto tra la moto d’acqua e Riccotti fosse già avvenuto. La donna non ha visto il marito, che è riapparso dal mare privo di sensi dopo alcuni minuti, tirato fuori da altri diportisti.

Gli investigatori, ricostruzione della dinamica a parte, non dicono molto. Devono capire di chi sono le responsabilità. Lo yacht del turista svizzero poteva stare in quell’area, a poca distanza dalla costa e in un corridoio? È possibile nuotare lì? Gli acquascooter potevano passarci? Il racconto della turista inglese («non ho visto il nuotatore») convince la capitaneria?

Per ora ci sono più versioni da passare al setaccio. Dovranno essere controllate le carte nautiche, per capire che cosa è consentito in quella zona. Una risposta arriverà anche dall’esame degli acquascooter, entrambi sequestrati e portati alla marina di Porto Cervo. Anche se l’amico della turista inglese (di Cagliari, ma residente a Londra) non ha alcuna responsabilità, come è stato chiarito dalla parole del comandante dello yacht Bliss, estraneo alla vicenda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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