Barista muore travolto da un furgone
Il giovane, originario della Sicilia, è stato sbalzato dal sellino della Yamaha 600 finendo sotto le ruote del camioncino
INVIATO A PORTO CERVO. Avrebbe dovuto concludere la stagione estiva, come barman alla Aruana Churrascaria di Liscia di Vacca, questo week end. Ma per Luca Gaetano Eros Pecoraro, un barista di 33 anni originario di Piazza Armerina, in provincia di Enna, l’orologio del destino si è fermato poco dopo le 6 di ieri mattina, quando davanti alla sua moto si è presentato un ostacolo insormontabile, un furgone che stava svoltando a sinistra. Il giovane ha tentato disperatamente di evitare l’ostacolo, è caduto di sella ed è finito sotto le ruote del furgone. Per lui non c’è stato nulla da fare, nonostante il disperato allarme che l’operaio magrebino che si trovava alla guida del camioncino dei Servizi Ecologici della Costa Smeralda abbia lanciato telefonicamente. I danni fisici provocati al giovane centauro dalle ruote del pesante mezzo di trasporto erano irreparabilmente letali. I medici del 118 che sono giunti sul posto con un’ambulanza non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Il tutto è accaduto poco dopo le sei di ieri mattina, quando il barista siciliano, reduce da una nottata trascorsa prima al lavoro e poi con amici a giocare a calcetto, stava rientrando a Liscia di Vacca, dove aveva l’alloggio di servizio. Giunto sul lungo rettilineo dell’Agip, tra il primo e il secondo bivio di Porto Cervo, Luca Pecoraro, che era alla guida di una potente e velocissima Yamaha R6, ha scollinato superando un dosso e si sarebbe trovato davanti il furgoncino dei servizi ecologici che stava svoltando a sinistra. Sull’asfalto i carabinieri di Porto Cervo e i colleghi del nucleo operativo di Olbia hanno rilevato le tracce di una frenata, ma nessun impatto tra i due mezzi. La moto, una volta sbalzato di sella il conducente, ha proseguito la corsa per un centinaio di metri, rovesciandosi sull’asfalto mentre lo sfortunato giovane, nel rotolare per inerzia sulla carreggiata, sarebbe finito sotto le ruote del furgoncino.
I militari hanno messo sotto sequestro i due mezzi e denunciato (un atto dovuto) per omicidio colposo il cinquantenne operaio originario del Marocco, il quale ha affermato di non aver potuto far nulla per evitare il mortale sinistro. L’inchiesta aperta dal sostituto procuratore Roberta Guido dovrà accertare quali siano state le cause dell’incidente. Ieri la salma del conosciutissimo barman siciliano è stata trasferita nell’obitorio del cimitero di Olbia e messa disposizione dei familiari, giunti nell’isola a notte fonda, con la morte nel cuore. Luca Pecoraro era una delle colonne portanti della Aruana Churrascaria di Liscia di Vacca tanto che il gestore, Andrea A., aveva insistito tanto affinchè il giovane anche questa stagione estiva, come ormai faceva da dieci anni, venisse in Sardegna a lavorare. Luca Pecoraro, in inverno, lavorava per un noto ristorante di Milano, il “Finger’s”, specializzato in cibi giapponesi e cucina internazionale. Il barista, che era arrivato nell’isola i primi giorni di agosto, avrebbe dovuto concludere il suo impegno smeraldino alla fine di questo week end, e domenica avrebbe dovuto far rientro a casa, prima di tornare al lavoro a Milano. Mentre le indagini della magistratura proseguono per accertare le cause dell’incidente, la salma di Luca Pecoraro dovrebbe lasciare l’isola nelle prossime ore.
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