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Olbia

Pizzadili attacca: «Un piano insostenibile»

Pizzadili attacca: «Un piano insostenibile»

Mitigazione del rischio idrogeologico: secondo il consigliere di Unidos troppi soldi per gli espropri

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OLBIA. Tonino Pizzadili non si arrende e continua a criticare, come ha sempre fatto il suo gruppo consiliare (Unidos) il progetto Mancini per la mitigazione del rischio idrogeologico in città. Nel suo nuovo intervento, Pizzadili, sottolinea che «con l’approvazione a maggio del piano, non furono definite le aree da sottoporre a vincolo preordinato all'esproprio delle superfici interessate dalle opere infrastrutturali con le relative fasce di rispetto nonostante le mie sollecitazioni. Forse non bisognava spaventare ulteriormente gli olbiesi? Quel progetto prevedeva ettari 41,2 (mq 412.000) di espropri per la realizzazione delle vasche di laminazione; nessun dato fu fornito circa gli espropri necessari per l'ampliamento dei canali. Nei giorni scorsi è stato pubblicato il progetto definitivo. Per ogni mappale è indicata la superficie oggetto di esproprio. Per capire meglio l'entità e la qualità dei beni immobili oggetto di espropriazione ho cercato inutilmente – dice ancora Pizzadili – le superfici complessive e le caratteristiche dei beni immobiliari e cioè le superfici dei terreni agricoli, delle aree edificabili, delle aree edificate oltre alle pertinenze dei fabbricati; forse non sono ancora state del tutto determinate: questi dati sono essenziali per poter procedere alla stima delle indennità e alla determinazione della risorsa finanziarie che deve disporre il Comune per procedere alla realizzazione delle opere».

«L'elaborazione dei dati forniti dal comune – aggiunge Pizzadili – ha consentito di accertare che la superficie complessiva degli espropri è di ettari 126,24 (mq 1.262.400) suddivisa così: -per le vasche di laminazione ettari 94,36 (mq. 943.600) e non ettari 41,2 -per l'ampliamento dei canali ettari 31,88 (mq. 318.800)».

Secondo Pizzadili, che continua a parlare di insostenibilità del piano, che dovrebbe costare tantissimo al Comune. «L'ampliamento dei canali comporta l'esproprio parziale di terreni agricoli, aree edificabili, aree edificate e conseguentemente determina un significativo deprezzamento del valore dell'immobile residuo. Ulteriori sorprese saranno evidenti al momento che si andrà a definire compiutamente il piano particellare degli espropri. L'art. 33 del Testo Unico Espropriazione per Pubblica Utilità D.P.R. prevede che Nel caso di esproprio parziale di un bene unitario, il valore della parte espropriata è determinato tenendo conto della relativa diminuzione del valore" vale cioè il principio del valore complementare e quindi l'indennità è pari alla differenza fra il valore venale del bene ante esproprio e il valore del bene post opera. Altri oneri finanziari – conclude Pizzadili – saranno necessari per le indennità di occupazione temporanea di aree non soggette ad esproprio e le indennità per l'imposizione di servitù »

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