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Olbia

Ostaggi dei liquami, nel quartiere Poi la protesta si fa dura

di Angelo Mavuli
Ostaggi dei liquami, nel quartiere Poi la protesta si fa dura

Da mesi ci sono perdite fognarie nelle vie Stazza e Cossu Le famiglie in rivolta: tante promesse e nessun intervento

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TEMPIO. Leo famiglie tempiesi, che abitano tra la fine di Via Stazza e via Martino Cossu, dal civico 1 al civico 5, nel rione Poi, che da tempo vivono ostaggi di liquami fognari e degli intoppi burocratici e che avevano segnalato la loro condizione, qualche mese fa, a inizio legislatura, all’assessore competente Francesco Quargnenti, con una lunga lettera al sindaco denunciano nuovamente il nulla di fatto.

«Su una situazione - scrivono - che ha dell’incredibile per i modi in cui la stessa è maturata e per i tempi di interventi sui quali nulla è dato sapere». Con la stessa lettera gli interessati chiedono anche che l’amministrazione comunale, «già interessata alla vicenda con una lettera inviata al Protocollo il 2 luglio scorso, voglia fattivamente interessarsi alla questione. Così come è avvenuto in tempi recenti, dopo il suo insediamento, in Via Pertini che presentava identico problema. I sottoscritti - recita la lettera -, lamentano che nonostante la richiesta urgente del 2 luglio scorso, protocollo 15224, nessuno è intervenuto in alcun modo ad eliminare l’inconveniente della fognatura, facente parte delle infrastrutture della lottizzazione, che non assolve al suo compito e che va aggravandosi ogni giorno di più con i liquami che si riversano al di fuori delle pozzette con grave pregiudizio per la salute dei residenti. Cortesemente - dice ancora la lettera -, siamo a pregarvi perché venga definita con urgenza la situazione degli scarichi fognari delle unità suddette attivando tutte le prerogative di vostra competenza». Il problema cui gli inquilini fanno riferimento è costituito da uno scarico fognario mal realizzato dall’impresario che si è dimostrato sordo a ogni sollecito di intervento riparatore. Anche Abbanoa, che periodicamente interveniva con l’autospurgo, ha smesso di farlo per l’alto costo dell’operazione. Recentemente è stato scoperto anche che i lavori per le condotte fognarie non sarebbero mai stati collaudati. «A questo punto diventa difficile capire come si possa intervenire legittimamente su un’ opera che di legittimo sembra avere ben poco. In qualunque caso però occorre uscirne».

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