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Olbia

I DISTRETTI

Conferenza territoriale, non si vota

OLBIA. Antonio Satta si sente un po’ il padre della mediazione e del riavvicinamento tra alta e bassa Gallura e la presenza di tutti i sindaci all’incontro di ieri, prima tra distretti e poi con l’as...

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OLBIA.

Antonio Satta si sente un po’ il padre della mediazione e del riavvicinamento tra alta e bassa Gallura e la presenza di tutti i sindaci all’incontro di ieri, prima tra distretti e poi con l’assessore Arru, «è la conferma che le incomprensioni sono state messe da parte - ha detto Satta - e che i risultati si ottengono solo se la Gallura resta unita».

Persino Andrea Biancareddu e Giomartino Loddo, sindaci di Tempio e Calangianus, tra coloro che più di altri avevano fatto intendere di volersi staccare da Olbia, hanno espresso la volontà di andare avanti insieme «purché nulla venga tolto all’alta Gallura». «Ci siamo trovati accorpati in un unico presidio senza che nessuno ce lo avesse chiesto», aveva detto Biancareddu durante la riunione dei distretti. Ma la disponibilità della Regione a «ragionare e a far capire che cosa realmente accadrà, senza tagliare nessun ospedale», ha fatto capire che ci sono ampi margini di manovra per accogliere le richieste dei territori. «Anche perché, non dimentichiamolo - ha detto Loddo - tra Olbia e Sassari c’è il deserto e, quindi, nel mezzo, la sanità, (che non deve essere una sanità di economisti), deve essere garantita senza scippi di alcun tipo».

Tutti i sindaci che hanno partecipato all’incontro hanno sollecitato una riorganizzazione degli enti locali che vada di pari passo con quella della sanità, e poi tutti ancora d’accordo sul fatto (lo ha rimarcato per primo il consigliere regionale Giuseppe Meloni) «che questo è un territorio “pericoloso”, visto con diffidenza da molti perché è l’unico in crescita. Insomma, c’è una guerra in corso rispetto alla quale noi, per sopravvivere, dobbiamo rimanere compatti. E questo significa che tutti dobbiamo farci carico di tutti, rispettando e sostenendo le varie istanze».

«E infatti non ci devono essere né vincitori né vinti, perché la riforma dovrà accontentare l’intero territorio», ha aggiunto Stefano Pisciottu, sindaco di Santa Teresa e alla guida dell’Unione dei Comuni Alta Gallura, mentre Domenico Mannironi, sindaco di San Teodoro ha detto «che sia noi che Budoni vogliamo continuare a stare in Gallura e che siamo d’accordo con Biancareddu sul fatto che l’ospedale di Tempio debba mantenere i reparti essenziali. Ricordiamoci che, in tutto questo, l’unico utile possibile è la salute dela gente».

Nella riunione di ieri non è stato invece nominato il presidente della conferenza socio-sanitaria territoriale. Ma il rinvio sarebbe legato solo a “ motivi tecnici”. (s.p.)

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