Ha il piercing: allontanato dalla scuola
La preside impedisce l’ingresso in aula a un 18enne. Scoppia il caos: lei chiama i carabinieri e il padre sporge denuncia
ARZACHENA. Si è presentato a scuola con il solito piercing al naso e un brillantino sotto la palpebra ma è stato messo alla porta. Mattia Carbini, 18enne olbiese, iscritto al quarto anno dell’istituto alberghiero, è stato fermato all’ingresso dalla dirigente, Fabiola Martini. Il regolamento della scuola, datato 2014, vieta di indossare accessori estetici. Il giovane, però, non ha voluto sentire ragioni ed è entrato lo stesso a scuola. Un gesto che ha spinto la preside a chiedere l’intervento dei carabinieri, a cui poi Carbini ha presentato una denuncia contro la Martini sostenendo di averlo strattonato. Accusa che la donna respinge fermamente.
La vicenda. «Quando mi sono presentato al cancello la dirigente mi ha detto che non potevo entrare – racconta lo studente –. Io sono comunque andato in classe, perché il piercing e il brillantino li tengo solo durante le lezioni, non quando facciamo esercitazioni in sala ristorante o bar. Ma dopo una ventina di minuti sono stato invitato fuori per parlare con i carabinieri, chiamati dalla preside. A quel punto io ho avvertito mio padre». «Ero passata classe per classe il giorno prima e avevo avvertito tutti gli alunni che avrei applicato alla lettera il regolamento del consiglio d'istituto – è la versione della dirigente –. Ieri mattina infatti ho fermato cinque studenti, due hanno tolto subito gli accessori, altri due hanno chiamato i genitori. L'unico che non è tornato sui suoi passi è stato Mattia».
Il regolamento. L'articolo 18 del regolamento richiede «un abbigliamento consono e adeguato. Non è consentito il possesso di piercing, orecchini, acconciature di pettinature che non garantiscano l'assoluta igiene personale e la salvaguardia di ambienti salubri». Il documento, in vigore dal 2014, non era mai stato applicato. Sino a ieri.
Stop alla linea soft. «L'anno scorso ho adottato una linea morbida – spiega la Martini –. Quest'anno ho deciso di attuarlo perché il regolamento era stato condiviso dal consiglio d'istituto, dove siedono anche i rappresentanti dei genitori e degli studenti. In più i ragazzi erano stati preavvisati, così come i loro familiari. A Mattia – sottolinea – avevo già chiesto tre volte in questi giorni di togliere piercing e brillantino, ma non mi ha ascoltata».
Il padre del ragazzo. «Sono consapevole e approvo in pieno, essendo un istituto alberghiero, che il decoro degli studenti sia uno degli obiettivi primari – interviene il padre Antonio Carbini –. Ma mio figlio, come tutti, non porta accessori del genere nelle aule in cui svolge prove pratiche. E non ritengo che durante le lezioni in classe portare un piercing o un paio di orecchini possa arrecare danni o contaminare l'ambiente, è un diritto soggettivo. E se agli studenti viene chiesto di rispettare il regolamento allo stesso tempo andrebbe inserito un articolo che vieta anche ai professori di portare gli orecchini. Il buon esempio dovrebbe partire da loro».
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