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«Niente terapia»: donna denuncia medico ospedaliero

«Niente terapia»: donna denuncia medico ospedaliero

OLBIA. Ha denunciato un medico dell’ospedale ai carabinieri perché, secondo quanto ha dichiarato in caserma, le ha negato una terapia. A raccontare il fatto è una donna di 46 anni, affetta dal 2007...

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OLBIA. Ha denunciato un medico dell’ospedale ai carabinieri perché, secondo quanto ha dichiarato in caserma, le ha negato una terapia.

A raccontare il fatto è una donna di 46 anni, affetta dal 2007 da trombosi venosa profonda e, per questo, «in cura al centro di terapia anticoagulante orale del Giovanni Paolo II. Dal momento in cui mi è stata riscontrata la patologia (c’è ereditarietà) sono sempre stata seguita dallo stesso medico. Specialista che, alcuni giorni fa, si è però rifiutato di darmi la terapia. La motivazione? E’ quella che mi ha ripetuto anche al telefono, nel momento in cui, lo scorso 25 settembre, l’ho chiamato al telefono mentre presentavo la denuncia dai carabinieri. Ecco quello che mi ha risposto: “Non è un’omissione, ma una scelta fatta per motivi clinici. In assenza di esami specifici, non ho ritenuto di erogare la terapia”».

Un’affermazione, questa, contestata dalla paziente, «perché io ho fatto tutti gli esami necessari. Ritengo, infatti, che il medico del Tao si riferisse all’ecodoppler che ho comunque eseguito regolarmente a giugno in un altro presidio della Asl di Olbia e che ho poi rifatto tre giorni fa al pronto soccorso perché stavo male. Risultato: in base ai valori registrati, ero a rischio di embolia e così il servizio di emergenza urgenza, mi ha dato immediatamente la terapia. Mentre il giorno prima, a me, era stata rifiutata».

Poi la donna spiega anche di essere obbligata ad assumere quotidianamente una pastiglia dosata. «Ogni settimana, infatti, in base ai risultati delle analisi a cui vengo sottoposta, viene stabilito il dosaggio della pastiglia. Ed è proprio questo il punto: con tutti gli esami e con il referto delll’ecodoppler che avevo in mano, mi sono recata dal medico del Tao a cui faccio sempre riferimento. Ma sono andata via da lì senza aver ottenuto nulla. Non potevo certo far finta di niente, perché secondo il mio punto di vista l’omissione c’è stata, e così sono andata dai carabinieri della stazione di Olbia centro e ho sporto denuncia contro il medico. Vorrei aggiungere una cosa: i miei rapporti con quel medico sono sempre stati difficili e credo che il motivo sia legato alla mia scelta di fare l’ecodoppler presso altre strutture. Vado quindi al Tao del Giovanni Paolo II soltanto per la terapia. Ma non voglio assolutamente credere che sia questa la ragione per la quale il medico ha deciso di non eorogarmi la terapia». (s.p.)

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