Cave romane dimenticate, le fanno rivivere gli alunni
Santa Teresa, gli studenti del “Falcone e Borsellino” faranno i rilievi a Capo Testa Fino a oggi mai disegnata la mappa dei punti in cui veniva estratto il granito
SANTA TERESA. Sarà mappato per la prima volta il sito delle cave di età romana, nel versante nord est dell'istmo di Capo Testa. I rilievi verranno effettuati dagli studenti dell'istituto superiore “Falcone e Borsellino” di Palau. Un'iniziativa sinergica tra la scuola, il Comune e la Soprintendenza ai beni archeologici. Nel progetto dal titolo “Vivere l'archeologia” saranno impegnati gli studenti delle quarte classi del corso geometri. L'operazione è a costo zero, un risparmio per le casse comunali. «L'istituto ha sempre aderito alle iniziative legate ai siti archeologici del territorio di Santa Teresa, promosse negli anni dal Comune – racconta Lina Crobu, coordinatrice del progetto scolastico –. Puntiamo anche alla formazione di nuove professionalità per favorire opportunità di lavoro a livello locale, data la vocazione turistica del luogo».
Gli studenti, dal 26 al 30 ottobre, faranno i rilievi topografici con strumentazioni avanzate, sotto la supervisione dei docenti. In aula ridisegneranno le mappe che verranno messe a disposizione degli enti promotori l'iniziativa. «È una iniziativa multidisciplinare – spiega la Crobu –. Gli studenti seguiranno le lezioni sul campo». Il progetto “Vivere l'archeologia” fu attivato dal Comune nel 1998, ancora oggi è seguito dalla responsabile del settore Cultura, Giancarla Occhioni. L'iniziativa che interessa anche l'area archeologica del villaggio nuragico Lu Brandali è super visionata dal direttore scientifico della Soprintenza di Sassari e Nuoro, Rubens D'Oriano. L'archeologa Angela Antona, che per anni ha dedicato alla Gallura la sua vita scientifica, è entusiasta. «Sono molto compiaciuta, nessuno sinora aveva fatto una mappatura puntuale delle cave romane di Capo Testa. Sarà uno strumento di studio molto interessante per gli archeologi, aiuterà a capire meglio le tecniche di estrazione e lavorazione del granito. Si potrà stabilire con esattezza se e in quali punti sono state estratte, ad esempio, le colonne del duomo e del battistero di Pisa».
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