La Nuova Sardegna

Olbia

Nizzi attacca: «Solo promesse»

Accuse a Governo e Regione. «Il sindaco doveva rompere il patto di stabilità»

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OLBIA. Come suo costume, Settimo Nizzi entra deciso sulle polemiche successive alla nuova alluvione che ha colpito Olbia, e ne ha per tutti: Governo, Regione, Comune, progettisti delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico. Tutti messi sul banco degli accusati dal deputato di Forza Italia ed ex sindaco di Olbia. Il parlamentare punta subito il dito sul governo. «Ancora una volta i rappresentanti dell’esecutivo – dice subito Nizzi – e stavolta il ministro Galletti, sono venuti ancora una volta a promettere e vendersi finanziamenti che sono stati già concessi. Come si fa, dico, a parlare di 16 milioni di euro per l’alluvione, quando già si sa che quei soldi sono stati assegnati con delibera del Cipe?» Dal governo alla Regione per sottolineare come «ancora una volta come già avvenuto nel 2013, da Cagliari non arriva manco un euro. Questo a dimostrazione di quanto l’amministrazione guidata da Pigliaru ha a cuore il destino degli olbiesi».

Ma l’attacco più duro Nizzi lo riserva all’amministrazione comunale e al sindaco Gianni Giovannelli. «La colpa principale ce l’ha l’amministrazione – accusa Nizzi –. Immobile, lenta, paurosa. Intanto quei soldi in cassa dovevano usarli. Patto di stabilità? Bisognava ignorarlo, spazzarlo via a favore della sicurezza dei cittadini olbiesi».

Ma, a parte questo, Nizzi prosegue criticando anche le opere effettuate sinora. «In via Galvani e in via Vittorio Veneto questa amministrazione ha dimostrato di non saper lavorare. Già lo avevo detto in occasione della prima alluvione e ora lo sottolineo: i due anni trascorsi non sono serviti a nulla. Un esempio? Il bilancio approvato nel mese di settembre. No, questa non è davvero serietà».

Infine Nizzi se la prende anche con Marco Mancini, il progettista del piano delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico finanziato con 120 milioni . «Parla di prevenzione che ha funzionato. Ma che cavolo dice? Non c’è un piano e non c’è un’opera fatta. In ogni caso quello che contesto è la posizione delle vasche di laminazione. E lo sottolineo, perché anch’io ero d’accordo con le casse di laminazione, ma non nella posizione scelta da Mancini. Lì faranno solo danni». (en.g.)

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