La Nuova Sardegna

Olbia

Terreni contesi, al via le demolizioni

di Marco Bittau

Mater Olbia: le ruspe abbatteranno la casa del pastore di don Verzè, al centro di un intrigo immobiliare e giudiziario

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OLBIA. L’ordinanza è pronta: le ruspe del Comune nei prossimi giorni abbatteranno l’abitazione di Luigi Mulas, allevatore di 55 anni, originario di Gergei, il fattore di fiducia di don Luigi Verzè e per vent’anni custode dei terreni di “Chentu Accas”. La struttura sorge nell’area cantiere del nuovo ospedale Mater Olbia ed è al centro di un vero e proprio intrigo immobiliare e giudiziario già sul tavolo della Procura di Tempio. Un giallo che lo scorso maggio, alla vigilia della visita a Olbia del premier Matteo Renzi, aveva fatto tremare i polsi per la buona riuscita dell’operazione ex San Raffaele.

Su quel terreno Mulas nel corso degli anni aveva realizzato abusivamente delle opere edilizie trasformando la stalla e il ricovero attrezzi in una vera e propria abitazione. L'ordinanza del Comune imponeva già dallo scorso mese di luglio la demolizione immediata di tutte le opere abusive e il ripristino dello stato dei luoghi. Nei giorni scorsi è scaduto (inutilmente) il termine per adempiere spontaneamente e adesso nel terreno contestato arriveranno le ruspe e buona parte della casa (le parti abusive) sarà abbattuta. Sempre nei giorni scorsi gli agenti della polizia locale di Olbia hanno notificato il provvedimento allo stesso Mulas. Sulle spalle dello stesso allevatore pende anche la vicenda della porcilaia abusiva scoperta sempre nel terreni di “Chentu Accas”: una grossa scrofa, un verro e due maialini pronti per la macellazione. Tutti gli animali sono ancora sotto sequestro in attesa che i veterinari Asl decidano il da farsi.

In pratica, per il Comune non c'è più tempo da perdere: su quel terreno devono essere realizzate diverse strutture di supporto al nuovo ospedale Mater Olbia. In agenda è segnata in rosso la data del 1° dicembre per l’apertura del primo reparto – la Pediatria – e per rispettare tempi e impegni il cantiere del nuovo ospedale adesso deve viaggiare a tappe forzate.

Nella battaglia legale sui terreni del compendio mater Olbia Luigi Mulas in realtà sarebbe rimasto vittima di un raggiro su cui sta indagando la Procura di Tempio. Nei guai l’imprenditore Alessandro Marini, 40 anni di Codrongianus, sedicente presidente della impresa di servizi "Katar Shardana International Service" e il suo socio in affari Pierluigi "Gigi" Bardanzellu, imprenditore olbiese di 55 anni. I due sono stati indagati dal capo della procura gallurese Domenico Fiordalisi per «tentata estorsione ai danni dello Stato del Quatar». L'inchiesta che vede coinvolti i due era scattata alla vigilia della cessione ufficiale dei terreni di "Chentu Accas" dalla gestione fallimentare dell'ex San Raffaele al Mater Olbia. Pochi giorni prima della stipula della compravendita Alessandro Marini, forte di un atto di acquisizione di «diritti di usucapione» ceduti dal custode dell'ex San Raffaele, appunto il pastore Luigi Mulas, si intestò i 59 ettari di terreni (compresi quelli comunali) che includevano il complesso ospedaliero tentando in modo maldestro di impedire il passaggio del compendio alla Qatar foundation. Un’avventura smascherata dalla magistratura nel volgere di una notte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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