La scuola in piazza per Di Matteo
Una giornata in nome della legalità: l’iniziativa è dell’associazione Impastato
TEMPIO. L’appello è rivolto a tutte le scuole della città, dalle primarie alle superiori, e, vista l’urgenza e la finalità, difficilmente rimarrà inascoltato. Delegazioni di studenti e insegnanti, il prossimo 15 ottobre, parteciperanno ad una manifestazione indetta dall’associazione “Peppino Impastato” per dichiarare pubblicamente il proprio sostegno all’opera e alla figura di Nino Di Matteo, magistrato sul quale grava una vera e propria condanna a morte emessa dal boss Totò Riina, come è purtroppo risultato da una conversazione in carcere intercettata dalla magistratura. Dopo Falcone e Borsellino, la mafia si appresterebbe così a eliminare un’altra figura scomoda, uno di quei magistrati che, con le sue inchieste, sta tenendo alta l’attenzione dell’opinione pubblica sul caso delle per ora presunte trattative intercorse tra uomini dello Stato e i vertici della mafia. Per testimoniare il sostegno all’opera del magistrato in pericolo di vita (è da tempo costretto a muoversi con una scorta), l’associazione tempiese chiama a raccolta rappresentanti di scuole, associazioni, ma anche liberi cittadini.
L’appuntamento è in piazza Manurita, alle 12,30, per poi spostarsi davanti al Tribunale. Ma perché proprio Di Matteo? «Perché - spiegano in coro i rappresentanti dell’associazione Impastato - la persona attualmente più esposta all’attenzione criminale è proprio il procuratore della Repubblica di Palermo, il giudice Di Matteo, che ha dedicato più di 20 anni di lavoro ai processi di mafia a Caltanissetta e a Palermo, attualmente impegnato nel processo in relazione ad ipotesi di reato eventualmente connesse alla trattativa Stato-mafia». Di Matteo, naturalmente, è più di un semplice simbolo, perché «tanti altri - dichiara, ad esempio, Francesco Puliafito, presidente dell’associazione - seppur meno noti (magistrati, forze dell’ordine, testimoni di giustizia, imprenditori) si trovano esposti a situazioni critiche di pericolo a causa di minacce ed azioni poste in essere dai malavitosi». Sarà, quindi, una giornata in nome della legalità e dell’impegno di chi, dietro i banchi o una scrivania, non potrà fare a meno di occuparsene. (g.pu.)
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