La Coluccia, quando un hotel diventa una galleria d’arte
SANTA TERESA. Il pianeta artistico dell'Art hotel “La Coluccia” è diventato un simbolo del connubio sardo turismo-cultura. La società che gestisce l'albergo illustrerà l'esperienza il 19 novembre a...
SANTA TERESA. Il pianeta artistico dell'Art hotel “La Coluccia” è diventato un simbolo del connubio sardo turismo-cultura. La società che gestisce l'albergo illustrerà l'esperienza il 19 novembre a Roma nella sede di Federculture, in una riunione riservata ai direttori e ai titolari degli Art hotel in Italia. 49 artisti per 49 camere.
Per 130 giorni, 49 artisti isolani - grandi maestri e giovani talenti - con le loro opere d'arte contemporanea hanno raccontato il territorio sardo in un percorso espositivo molto articolato, dal forte impatto emotivo e visivo. In ciascuna delle 49 camere dell'albergo a cinque stelle, in località Conca Verde, era allestita una mostra personale, a ogni stanza era abbinato il nome di un artista. La collettiva d'arte negli spazi comuni ha riassunto l'alto livello culturale e artistico della produzione. Tutti pezzi unici.
Nella giornata nazionale dell'Arte contemporanea, coincisa con l'ultimo giorno di apertura dell'hotel, il numeroso pubblico che ha visitato le mostre è rimasto colpito da un'esplosione di colori. Foto, sculture, installazioni, quadri e dipinti, realizzati con stili e materiali diversi, hanno fornito una chiave di lettura del territorio isolano e delle sue molteplici sfaccettature.
Non solo acquerelli e oli su tela. Alcuni materiali richiamano elementi tipici isolani: dal pane carasau alla lana, ai fili intrecciati a mano o con telai tradizionali. Alcune opere sono state realizzate persino con bulloni, rondelle e dadi. È la prima volta in Sardegna che in una struttura ricettiva vengono messe a confronto così tante espressioni diverse del mondo dell'arte contemporanea.
La formula. L'idea rivoluzionaria è di Maria Assunta Fodde, direttrice artistica del progetto. Il turismo culturale in Italia è cresciuto negli ultimi anni, tanto da rappresentare una quota significativa del mercato turistico totale. I clienti, dopo aver pernottato nelle stanze, erano liberi di acquistare le opere e di riportare in casa souvenir unici delle vacanze estive.
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